Una ricetta superveloce per un dolce superdietetico adatto a tutte le occasioni: una cena, un picnic, una merenda. L’ho ritrovata scritta a matita su un foglietto infilato nel vecchio libro di ricette di famiglia. Per inciso, così usato e compulsato che è, ormai, tutto un nastro adesivo, appunti a bordo pagina, commenti, aggiunte e cancellature. Sembra lo spartito di un compositore tormentato. Tornando al dolce: è una torta di mele tipica da nonna, non crostata e nemmeno tarte Tatin, dove le mele sono un riempitivo. Questa è fatta proprio tutta di mele, con l’aggiunta, poi, di altre componenti a scelta che ne caratterizzeranno la destinazione. Cioè, in origine la versione era unica, ma, quando l’ho sperimentata per la solita cena fra amici mi sembrava che, per l’occasione, ci volesse qualcosa di meno infantile e così (scusa, nonna) ho inventato una mia variante. Praticamente, la nonnesca torta di mele si è trasformata in una “Torta-Base e le Sue Declinazioni”.

La torta base. Un chilo di mele a scelta (Golden, Stark, Fuji, Pinova o anche Renette, dipende dai gusti), pulite, sbucciate e tagliate a fettine sottili con il robot-cucina o con l’affettatrice a mano. Più 150 gr. di farina, 40 gr. di zucchero, un pizzico di sale, un uovo intero (se lo sbattete prima a parte è più facile amalgamarlo), una bustina di lievito vanigliato, mezza tazza da tè di latte e la buccia grattugiata di almeno un limone e mezzo. Si mescola il tutto in un’insalatiera e l’impasto per la torta-base è pronto. A questo punto si scelgono le varianti, per le cene adulte e per le merende dei bambini.

Per le merende. Aggiungete al composto una manciatina di mandorle a scaglie (si trovano in quelle bustine appese tutte in fila nei supermercati) e una di uvetta Sultanina ammollata in acqua calda e strizzata. Vanno bene anche i mirtilli rossi o neri, però non sono tanto sicura che ai bambini piacciano.

Per le cene. Potete spaziare fra mandorle, pinoli o noci a pezzetti. Mentre l’uvetta (io, veramente, ho scelto i mirtilli rossi perchè sono meno dolci) va lasciata ammollare in rum o cognac oppure Gran Marnier e, ovviamente, non va strizzata ma aggiunta all’impasto con tutto il sughetto.

A questo punto, scelta la destinazione, si versa il tutto in una teglia di 22-23 centimetri di diametro, non imburrata ma foderata con carta da forno, e si cuoce a 200 gradi per circa tre quarti d’ora (controllare a vista). Si può anche accompagnare con morbida panna montata.

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