Yoga e alimentazione. Esiste un’alimentazione ideale per chi pratica yoga? Lo chiediamo a Pinuccia Buscaglia, una dei fondatori della scuola di Ashtanga Yoga di Milano di Lino Miele dove tutt’ora insegna, cui sta particolarmente a cuore questo argomento.

 

“Noi occidentali quando parliamo dello yoga parliamo delle Asana cioè dell’esecuzione delle posture, ma lo yoga è molto di più”, spiega Pinuccia Buscaglia. “E’ uno stile di vita. Che si basa su una serie di comportamenti. Il primo è la non violenza, in sanscrito l’Ahimsa: verso noi e verso gli altri”. Quindi è giusto avvicinarsi allo yoga con le posture, ma, se si vuole, si può intraprendere un cammino più profondo che coinvolge lo sviluppo della persona.

 

“Sono favorevole agli approcci graduali. Passo dopo passo. Sono quelli i cambiamenti più duraturi”, aggiunge. “Si può iniziare constatando cosa succede nel nostro corpo se cambiamo l’alimentazione. Si scoprirà presto che un cibo salutare lo rende più leggero e più flessibile, ma anche la mente ne trae benefici, acquistando maggiore concentrazione e acutezza”.

 

 

Un esempio semplice. Se una persona due ore prima di praticare assume zuccheri semplici, come un biscotto di farina bianca con molto zucchero, si accorgerà che questa energia scema velocemente. Se, invece, assume cereali integrali, come i fiocchi d’avena, si renderà conto che questa energia durerà più a lungo.

Bisogna sapersi ascoltare, sentire quando si ha fame veramente e non mangiare con gli occhi. “Fate una colazione da re, un pranzo da principe e una cena da povero. E alzatevi da tavola con un po’ di fame, perché il senso di sazietà arriva dopo una ventina di minuti ”, afferma  Buscaglia. D’altra parte anche il padre fondatore dell’ashtanga yoga, Pattabhi Jois, consigliava di saltare la cena dopo i quarant’anni.

Molti hanno paura che la dieta vegana possa portare ad una carenza di amminoacidi essenziali, minerali quali il ferro e il calcio. “Bisogna informarsi da fonti sicure e serie come la società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, leggere gli scritti della dottoressa Luciana Baroni. Ci sono due tipi di ferro: eme e non eme. Il ferro va cercato nei vegetali a foglia larga (abbinati a un po’ di limone e o altri agrumi che contengono Vitamina C), nella crusca di frumento, nei fagioli borlotti, nelle lenticchie.

 

 

Per quanto riguarda il calcio: un’ottima fonte di calcio supplementare, facilmente assimilabile sono le acque minerali ad elevato contenuto di calcio. Poi ci sono i semi di sesamo, le mandorle e i legumi ricchi di calcio. In passato la vitamina B12 si assumeva da prodotti di origine animale quando le mucche si nutrivano naturalmente. Oggi  non solo i vegetariani, ma spesso anche gli onnivori farebbero bene a supplementare la vitamina B12 con gli integratori“.

E’ vero che eliminando la carne si diventa meno aggressivi ? “Nel momento in cui una persona diventa vegetariana,  cambia la sua visione del mondo, ha una visione più armonica. Del resto come possiamo mangiare la carne e con essa la sofferenza di un animale che è stato in gabbia, trattato con crudeltà, riempito di ormoni per crescere più velocemente e di antibiotici per non ammalarsi?”.

 

Cosa ne pensa del digiuno una volta al mese? “Non dobbiamo andare in India per scoprire il digiuno. Persino nella tradizione cattolica c’è la Quaresima che è un periodo di purificazione. Sono personalmente contraria a chi fa il digiuno per prepararsi ad una prossima abbuffata. E se si vuole fare digiuno per più giorni è consigliabile essere seguiti. Per quanto riguarda, invece, un mini digiuno di 24 o 36 ore suggerisco di fare una cena leggera e di non mangiare nelle ore successive e il giorno seguente, ma di bere molta acqua, centrifugati di verdure (non di frutta, contengono troppi zuccheri).

Noi sappiamo che certi cibi fanno male, ma continuiamo a mangiarli. Perché il cibo è succedaneo della felicità. E’ l’appagamento orale che si ottiene con minor fatica, ma che sfuma prima. Con lo yoga facciamo un’attività fisica che aumenta l’assorbimento della serotonina, con conseguente aumento della dopamina da qui un senso di benessere e di felicità, sia al corpo che alla mente”.

 

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