La settimana scorsa sono andata al cinema con la mia amica Raffaella a vedere “PETS”. Il film tratta sostanzialmente della vita dei nostri animali domestici, di quando noi usciamo al mattino per andare al lavoro e di quello che accade quando noi li lasciamo soli soletti a casa… Molto divertente; ma al di là delle risate, e del fatto che ovviamente per esigenze scenografiche si umanizzino gli animali, ciò che rende molto interessante questo film è che offre lo spunto per formulare qualche riflessione sul comportamento dei nostri amati amici a quattro zampe, e su come noi “umani” moduliamo il nostro rapporto con loro.
Infatti, fra le molte scene della pellicola utili a questo fine mi pare ve ne sia una che più delle altre merita di essere considerata, vale a dire quella che fotografa il momento in cui la protagonista umana, che ha già un cagnolino con cui ha un rapporto stupendo, porta a casa un altro pet che peraltro proviene da un canile. Ovviamente lei è guidata dalle migliori intenzioni, perchè essendo molto dispiaciuta dal fatto di dover lasciare a casa da solo il suo cane che, durante la giornata esce solamente in compagnia del dog sitter, pensa bene di salvarne un altro e di portarlo a casa per fare in modo che i due si tengano compagnia a vicenda… e vivano….felici e contenti.

Ma come vedremo nel prosieguo del film (o almeno nella sua prima parte) le cose fra i due non vanno affatto bene, ANZI!! E questo già per dire che, anche se le nostre motivazioni sono le più nobili e altruiste, NON si deve dare per scontato che tutti fili liscio.

Il mio approccio su questo argomento è di tipo empirico: ho 4 cani, tre femmine e un maschio, tutti arrivati in momenti diversi, tutti di grandi dimensioni, ognuno con il proprio carattere e peculiarità…e poiché ho già sperimentato TUTTO sulle mie spalle, so per esperienza che non è mai una passeggiata quando arriva un nuovo inquilino ! Ma non lo sarebbe anche per noi? Un altro essere vivente che si prende una fetta di quell’affetto, coccole, tempo, giochi e di tutte le altre cose bellissime che prima erano dedicate solo ed esclusivamente ad un solo cane, le cui abitudini vengono comunque stravolte, non è forse un vero e proprio INTRUSO!

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IL TANGO DELLA GELOSIA
Ebbene si, questo è un sentimento che condividiamo con i nostri amici animali: non i dispetti, non i rancori, ma la gelosia SI! Inoltre il cane, non potendo parlarne apertamente o scriverti un e mail, lo fa a suo modo, con i suoi strumenti comportamentali che siamo noi a dove interpretare e tradurre.
Per il cane la gelosia è una fonte di forte stress a cui reagisce in modo spontaneo ed istintivo, sfogandosi come può (abbaio, comportamento distruttivo, comportamento aggressivo…) oppure chiudendosi in una sorta di depressione che può portarlo ad essere apparentemente svogliato nel lavoro o nel gioco, o addirittura a rifiutare il cibo.

PILLOLE ANTI-GELOSIA:
Che fare, dunque?
Ecco alcune pillole anti-gelosia
Innanzitutto ci si deve comportare esattamente come si farebbe se in una casa con bambini arriva un fratellino nuovo:  convincere quelli che c’erano prima che il nuovo arrivato NON toglierà loro l’affetto, le cure e le attenzioni dei genitori.
Tradotto in pratica: si può benissimo “parlare” anche con il cane, in un linguaggio che lui capisca.
Quindi, quando arriva un nuovo individuo che possa scatenare la gelosia, LA PRIMA cosa da fare è quella di raddoppiare le attenzioni verso il primo cane. E non parlo solo di coccole, carezzine e vizietti vari, ma soprattutto di rapporto: dargli più cose da fare, uscire di più con lui, farlo lavorare o giocare di più.

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Io, ad esempio, con Maya (che è particolarmente sofferente per l’arrivo di Romy) le dedico una mezz’ora al giorno per giocare e correre solo insieme a lei nell’allenamento per la maratona; ed è un’attività che pratichiamo solo noi due, che Maya avverte come un “lavoro” ma le piace tantissimo essendo una runner per eccellenza.
Nel caso di Jackie ci dedichiamo al fresbee e al tiro delle palline, quindi a sessioni di gioco che sono sempre individuali e che le permettono di imparare cose nuove.
Inoltre, va considerato che quando un secondo cane adulto entra in famiglia alla “normale” gelosia si aggiungeranno i timori di una rivoluzione gerarchica. Quindi non solo bisognerà convincere il nostro amico che il nuovo arrivato non gli porterà via attenzioni ed affetto, ma bisognerà anche convincerlo che non intaccherà la sua posizione gerarchica. In questi casi, ovviamente, non basta quello che pensiamo NOI: bisogna anche vedere cosa ne pensa il nuovo cane.
Per fortuna i cani hanno sempre un certo rispetto per chi c’era prima di loro: quindi è molto facile che il cane numero 2 non metta affatto in discussione il cane numero1. Chi rovina tutto, molto spesso, sono gli umani, che si mettono a “prendere le parti” dell’uno o dell’altro in caso di piccoli conflitti – per esempio una ringhiata sulla ciotola – sgridando “a prescindere” il cane che sta facendosi le proprie ragioni anche quando, in realtà, ha tutto il diritto di farsele.
Sentendosi appoggiato dagli umani, ovviamente l’altro cane si sentirà più sicuro e comincerà a pensare di poter mettere in discussione le gerarchie, cosa che senza l’intervento umano non gli sarebbe mai passato per la testa.
Quindi: in caso di litigi intervenire meno possibile. Se i cani sono equilibrati e ben socializzati, le dispute si risolveranno quasi sempre con tanta scena e nessuna ferita (e se ci scappa un graffietto pazienza, non muore nessuno !). Il secondo cane non avvertirà per nulla la sensazione di aver subito un’”ingiustizia”, ma solo una conferma della sua posizione gerarchica inferiore, che accetterà molto serenamente. E’, semmai, il contrario che lo metterebbe in confusione: essere trattato “alla pari”, o addirittura “meglio”, quando lui, invece, essendo l’ultimo arrivato, trova normalissimo essere messo in secondo piano.
Questo può causare conflitti gerarchici che senza gli umani non sarebbero mai nati.. e che alla psiche canina fanno molto peggio della presunta ” non equità”. Quello dell’ equità è un concetto che appartiene alla cultura umana, ma il cane non lo concepisce affatto.
Se i cani NON sono equilibrati, magari perché provengono da storie difficili, prima di costituire un “branco” bisognerebbe sempre cercare di migliorare le loro capacità sociali. Quindi, consiglio generale: se due cani litigano,  lasciate che si chiariscano da soli (intervenite SOLO se vi accorgete che le cose stanno diventando davvero pericolose per uno dei due, ma senza dare l’impressione di “fare il tifo” per l’uno o per l’altro. Separateli e stop). Se poi proprio non riuscite a… farvi gli affari vostri (!) e dovete metter becco, mettetelo sempre e solo per appoggiare l’operato del cane numero 1, quello che c’era prima, consolidando così la sua posizione gerarchica e così migliorando sicuramente i rapporti tra i due: se un cane non pensa che l’altro voglia scalzarlo, non avrà molti motivi per litigarci.
Mettetevi bene in testa che il nuovo cane, anche se ha avuto un passato difficile, ha smesso di essere un “poverino” nel momento in cui ve lo siete portato a casa. Adesso è un cane, e basta: che deve imparare le nostre regole, deve rispettare noi e l’altro cane, deve adattarsi ai nostri ritmi per arrivare rapidamente ad essere un cane sereno e sicuro di sé. Trattarlo da “poverino” significa svilire lui (che, se così viene trattato, così si sentirà) e creare tensioni nel primo cane.
Non è sempre facile, lo so: però bisogna riuscirci. Per il bene di tutti.

ALTRI CONSIGLI PRATICI
L’INCONTRO:
cani liberi dal guinzaglio, in un posto neutro, un bel prato, un posto rilassante, dove i cani possano annusarsi e correre in libertà, fare conoscenza con tutta calma e magari giocare anche insieme. Poi si torna a casa e in modalità relax, senza chiamarli continuamente e senza urli, vedrete che, nella maggior parte dei casi, il risultato sarà positivo.
Se due cani fanno amicizia al parco, poi è molto più semplice far accettare al numero 1 che l’altro entri in casa sua: sarà geloso lo stesso, ma almeno non di un perfetto sconosciuto.

IL GIOCO
A parte le passeggiate che si possono e si devono fare insieme il gioco ha un ruolo molto importante nella gestione di piu cani. Prima regola, non creare conflitti inutili: per esempio lanciando una sola pallina ai due cani, che potrebbero litigarsela.
Lanciate invece oggetti lunghi (bastoni, trecce di stoffa eccetera) che i due possano afferrare contemporaneamente, divertendosi entrambi.

IL CIBO
diamo il cibo al cane numero 1 e poi al nuovo arrivato, le ciotole siano ben distanziate e controllate che il nuovo arrivato (soprattutto se è cucciolo e quindi mangia velocissimo) non vada a mettere il muso nella ciotola altrui, e cosi per tutti: ognuno mangi solo il proprio! Senza urla e senza violenza, ma con fermezza e autorevolezza, perché siamo noi umani che diamo le regole. Poi le ciotole le mettiamo via, e finito.
Se il nostro cane è abituato a rosicchiare un osso o altro, per i primi tempi direi di eliminarlo; poi, quando gli equilibri saranno ristabiliti, reintroduciamo questo rito, ma stando sempre attenti che ognuno rosicchi il proprio osso. A questo proposito consiglio di fare in modo che lo facciano nella loro cuccia o cuscinotto.

IL TEMPO E’ IL NOSTRO MIGLIOR ALLEATO!
Ebbene si, l’ho imparato proprio sulle mie spalle, il nostro più grande desiderio sarebbe quello di un’armonia totale dove ci si scambia solo effusioni, baci e chi più ne ha più ne metta…ma, almeno nei primi tempi, e nella maggior parte dei casi, non sarà cosi, e noi ci sentiremo malissimo! Quindi che fare??? Se in questo periodo noi ci comportiamo in modo corretto…SARA’ SOLO UNA QUESTIONE DI TEMPO, i cani piano piano si accetteranno, magari non si ameranno alla follia, ma impareranno a convivere e qualche volta giocheranno anche, qualche volta li vedrete dormire nella stessa cuccia e qualche volta ci saranno ancora litigi e gelosie e denti digrignati…Ma non è cosi anche per NOI???
Io l’ ho imparato sia a casa con i miei 4 pets sia, e soprattutto, nella gestione della Casa di Giotto, la mia pensione: ogni volta che arrivava un nuovo ospite c’erano una serie di comportamenti che si ripetevano, anche con parecchie dimostrazioni di aggressività; e io, almeno i primi tempi, andavo in stress totale, perché avrei voluto vederli subito giocare e divertirsi. In conseguenza, a mia volta non agivo sempre coerentemente e in modo corretto, provocando… un cane che si morde la coda!! Quando invece, con il passare del tempo, mi sono abituata e ho iniziato a seguire pedissequamente i comportamenti corretti ad un certo punto, come per miracolo il branco accettava il nuovo arrivato.
Quindi non arrendiamoci MAI solo perché, nei primi 5 minuti, il cane numero 1 ha ringhiato o ha piantato i musi o ha fatto la pipì contro il muro. L’arrivo di un nuovo membro della famiglia è SEMPRE uno choc e uno stress: diamogli un po’ di tempo per affrontarlo, “digerirlo” e infine superarlo.
Noi dobbiamo essere portatori del buon umore, trasmettere endorfine della calma, del sorriso e della serenità. Non solo servirà a noi per scaricare la tensione, ma sarà soprattutto un fluido che arriverà direttamente al cuore e ai comportamenti dei nostri animali

L’equilibrio, quasi sempre, si trova semplicemente osservando, pazientando e tenendo presenti le semplici regole(tte) di cui abbiamo parlato fin qui: se però la situazione diventasse proprio pesante – anche solo per NOI, chiediamo un consulto ad un esperto in comportamento.

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LAST BUT NOT LEAST!
Leggendo ciò che ho scritto, sembra quasi che io sconsigli di prendere un secondo o un terzo cane. Ma non è affatto cosi, anzi: il mio è un branco meraviglioso e passo le ore ad osservare i miei 4 cani, le loro dinamiche, i loro comportamenti individuali e di gruppo, i loro segnali calmanti; e imparo tanto, ogni giorno da ognuno di loro, e li amo tutti più della mia vita. E poi, diciamolo chiaramente: un cane da solo comunque si annoia, e due o più si fanno compagnia. Il cane “figlio unico” – lo vedo tutti i giorni – è sicuramente più viziato; e io, per quanto possa fare molte delle cose che fanno loro (ad esempio facciamo tutti e 5 la pipi in giardino insieme; utilizzo certi segnali calmanti ecc…), sicuramente non posso proprio realizzare molti altri comportamenti: non mangio le cacche (!), non annuso le parti posteriori di nessuno, corro troppo piano e non sono abbastanza veloce; né trovo gusto nel rigirarmi nella carogna di un animale putrefatto e puzzolente !! Al contrario, provate a pensare a quando il vostro cane ne incrocia un altro e tira il guinzaglio per andargli vicino (e voi erroneamente glielo impedite): lo fa perché quello è un suo simile!! Insomma, bello stare con gli esseri umani ma vivere con un proprio simile è tutta un’altra cosa.

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