Eccomi di nuovo a parlare di design e di prodotti innovativi e che hanno attratto la mia curiosità e pertanto spero attirino anche la vostra!

Oggi parlerò del mosaico un antico materiale che trova le sue prime testimonianze nel 3000 a.C. con abbellimenti di tasselli di madreparla, lapislazzuli, conchiglie e terracotta a decorazione di vasi e suppellettili. Risalente al 2000 a.C risalgono invece le prime pavimentazioni a ciottoli di pietra con decorazioni geometriche per poi passare a rappresentazioni di animali, scene di caccia, episodi mitologici, o decorazioni floreali. I ciottoli in pietra lasciano spazio, nel IV secolo a.C a cubetti di marmo, onice e pietre sino a diventare delle vere e proprie tessere tagliate sempre più piccole e preziose come tessere vetrose e tessere in oro zecchino. I vari soggetti e policromie diventarono espressione delle diverse culture greca, romana, islamica, africana, bizantina. Inizialmente si decoravano edifici pubblici o palazzi imperiali e basiliche a seguire diventando sempre più diffusi e impoveriti, sia nei materiali che nella manifattura, i mosaici andarono a decorare  anche la abitazioni più comuni. Solo nel I sec. a.C risalgono i primi mosaici parietali probabilmente dalla necessità di trovare un rivestimento resistente all’umidità, difatti queste decorazioni vennero prevalentemente ritrovate nelle fontane. Ma da qui sino ai giorni nostri il mosaico viene utilizzato come tecnica di espressione artistica e con l’avvento dell’industrializzazione e l’aumento dei costi della manodopera conoscerà un periodo di declino sino ad arrivare agli anni ’30 dove troviamo i primi mosaici realizzati in laboratorio: tesserine montate su teli. Oggi il mosaico viene montato su sottile ma resistente rete o carta creando dei quadrati, usualmente piastrelle 30×30, che affiancati l’uno all’altro rivestono estese superfici.

Durante il ventennio scorso Bisazza è riuscita a diventare sinonimo di mosaico anche nel gergo comune, il rivestimento di numerosi bagni, se voleva essere un chic, contemporaneo, era un rivestimento Bisazza.

Ma oggi ho scelto per voi di parlare di un’altra azienda.

Premesso che mi affascina l’uso che nell’antichità si faceva di frammenti di vetro, accanto a pietre colorate, come la malachite per tessere verdi, il lapislazzuli per i blu, marmo o madreperla per i grigi e i bianchi, pietre naturali, paste vitree e smalti opachi facendo si che il mosaico potesse diventare da  semplice rivestimento a preziosa decorazione, ho scoperto che un accostamento di materiali diversi, proprio come nell’antichità, è proposto nei prodotti moderni della Sicis un’azienda che crea mosaici preziosi, artistici e tridimensionali.

Della vasta collezione pongo  l’attenzione, a mio giudizio, sui tre prodotti  piu’ affascinanti e qui di seguito vi illustro:

Structura propone tesserine della medesima piastrella,n con diversi spessori, diverse trasparenze e diversi materiali, in gres porcellanato, in vetro, in marmo, in pietra ricostruita, in cotto e metallo offrondo una visione talmente antica da diventare innovativa.
Le tesserine sono abbinate tono su tono o in netto contrasto tra loro sia nel colore che nell’uso dei diversi materiali, dal vetro allo smalto, dallo specchio colorato al marmo, creando l’effetto di una cascata che scorre sulla parete che volete rivestire. Conoscendo la mia passione per la luce le immagino illuminate da un fascio luminoso rasente che ne sfiora la superficie.

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Basic propone tesserine in gres in contrasto con tesserine in vetro accostate anche alla madreperla e al legno. Qui predomina oltre che alla preziosità dei materiali la ricchezza delle forme.

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Ed infine Diamond che propone tesserine di forma romboidale con inserti di elementi tridimensionali in vetro-cristallo trasparente e in pasta vetrosa opalescente.

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Questi  preziosi prodotti sono disponibili in fogli da da 10X10cm, 15x15cm, 30x30cm, con tessere che, mediamente, si attestano ad una misura di 2×2 cm e costano indicativamente 150 € al mq; un po’ caruccio se lo pensiamo per un intero rivestimento, diversamente se lo intendiamo come un nuovo modo per arricchire il nostro ambiente.

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