Testo e Foto di Silvana Rizzi

Il fenomeno si sta allargando a macchia d’olio. Mi riferisco alla street art, l’argomento trattato un mese fa su questo blog. Eccomi di nuovo in pista con i tanti e inaspettati murales, scoperti spostandomi da un polo all’altro di Milano.

Wally e Alita nel loro laboratorio in via Pitteri 8

Se l’Isola è interessante, l’Ortica è un’altra storia. Grazie agli Orticanoodles.

“Faceva il palo nella banda dell’Ortica” cantava negli anni sessanta Enzo Jannacci, che l’Ortica la conosceva bene, tanto da renderla famosa con la musica. Sapete perché? Laureato in medicina, il cantautore ne è stato per anni il medico di base. In questa borgata, tra Lambrate e viale Forlanini, inizia il mio secondo itinerario dedicato alla street art. Il primo lo trovate al link (https://www.dalverdealrosa.com/street-art-tutte-le-strade-portano-allarte/).

Superato il sottopasso della ferrovia, da via Trentacoste a via San Faustino, ci si ritrova in un museo all’aria aperta. Tutto il quartiere è rinato grazie ai maxi murales. Non occorre cercare la firma, basta la tecnica utilizzata, lo spolvero, e il tratto unitario del disegno per riconoscere gli autori: Wally e Alita, compagni di lavoro e di vita, oggi artisti noti a livello internazionale col nome di Orticanoodles.

Il sottopasso di via San Faustino

Il Muro della Musica

“Il challenge, cioè la forza dello street artist”, precisa Wally,”sta nel riuscire a trovare il proprio segno distintivo. Quello che permette di riconoscere l’autore in tutto il mondo”. Io stessa sono in grado riconoscerli a Milano, in piazza Zavattari o Cardinal Ferrari e alla Fabbrica del Vapore, ma lo sarei anche a Rio de Janeiro o a Pechino. “La strada”, aggiunge,” appartiene a tutti. Godere l’arte di strada è come vedere un leone nel suo habitat naturale, lontano dalle costrizioni”.

Ornella Vanoni e Enzo Jannacci

Via Ortica. Mille papaveri rossi

 

E con l’adrenalina, quella che spinge gli street artist a lavorare di nascosto, come la mettiamo? “L’abbiamo trasformata in un’adrenalina altrettanto euforizzante: progettare e realizzare interventi sempre più grandi”, risponde Wally.

Madonnina- Via Pitteri 15/17

Come trovarsi al momento giusto nel posto giusto.

Tutto risale a una decina di anni fa, quando Wally e Alita installano il loro laboratorio in via Pitteri ed entrano in sintonia con l’anima della borgata, la “Cooperativa edificatrice”, in via San Faustino, e “OR.ME”, acronimo di Ortica Memoria. Da cosa nasce cosa, così nel 2015, con il patrocinio del Comune di Milano, prende vita il progetto dei 20 murales, dove la memoria del Novecento sarà dipinta sui muri. Con una peculiarità: il lavoro si svolgerà in condivisione con il quartiere e gli studenti delle scuole superiori, tanto da assumere una connotazione sociale. “Oggi”,precisa Wally, “ai nostri progetti collaborano 120 persone”. Non solo. L’Ortica è entrata a far parte dei giri turistici in città, con 300 visitatori al mese nel 2019.

 

Muro della legalità

 

Dario Fo

Il primo maxi murales non poteva che essere dedicato alla musica, anima storica del quartiere. Al Gatto Nero, oggi Osteria del Generale, Enzo Jannacci si ritrovava a suonare con Ornella Vanoni, cantante della Mala, Giorgio Gaber e Nanni Svampa, per citarne qualcuno, mentre al vicino Circolo culturale Pavese, non più esistente, sono passati Dario Fo e Giorgio Strehler.

“Se in molti casi la street art aiuta a riqualificare un quartiere,”, racconta Wally, mentre prepara la sua intramontabile sigaretta hand made, “in questo caso ha riportato in vita lo spirito artistico del luogo, scomparso dai tempi di Jannacci”. “I presupposti c’erano”, prosegue, “perché l’Ortica conserva ancora oggi il suo carattere popolare, dalle riunioni, alle feste per la fine della scuola, alle cooperative sociali, ai compleanni festeggiati in comune nei cortili delle case di ringhiera, tutto rivela la coesione del quartiere”.

 

 Camminando nelle vie, si ha l’impressione di trovarsi in un piccolo paese: case basse, di ringhiera, vecchi negozi, la chiesa di San Faustino all’inizio di via Ortica, un’ ottima panetteria con accanto il bar Eoliano dagli inaspettati e ottimi arancini, il dopolavoro ferroviario con annessa balera, ancora in attività.

Muro della Cooperazione

Il giro inizia oltre il sottopasso di via San Faustino. L’impatto visivo è prorompente. Sulla massicciata a sinistra ecco il muro della musica, dove domina il colore rosso. In primo piano Ornella Vanoni, accanto Enzo Jannacci dai mitici occhialoni, Giorgio Strehler, il faccione sorridente di Dario Fo, Nanni Svampa nel sottopassaggio,.

Sulla massicciata di destra, in via Rosso di San Secondo, angolo via San Faustino, sul muro della legalità, caratterizzato dal colore verde, campeggiano i ritratti di volti noti soprattutto a Milano, come Giorgio Ambrosoli. Qui, come in tutti gli altri 14 murales, i personaggi rappresentati si sovrappongono tra loro e con le parole creano un filo conduttore tra ritratti e messaggi.

Da via San Faustino, a via Ortica, a via Trentacoste, a via Cavriana i murales continuano a raccontare la storia del Novecento, dalle donne, allo sport, alla guerra.

Via Pitteri 15/17 – La Madonnina

Il mio murales preferito? Dopo la musica, il Duomo di Milano. L’opera grandiosa, simbolo di Milano, s’innalza verso il cielo in via Pitteri 15/17(visibile anche dall’esterno, ma meglio suonare e farsi aprire il cancello del cortile). La tecnica degli Orticanoodles si è andata affinando nel tempo: sembra di entrare nelle navate del Duomo e salire nell’oro della Madonnina.

Il Duomo di Milano

 

I versi della celebre canzone di Ornella Vanoni

Una domanda viene spontanea dopo il giro all’Ortica. Cosa rimane a Milano della street art vecchia maniera? Quella di contestazione, per intenderci, realizzata nottetempo, in pieno anonimato? Qualcosa c’è ancora, basta cercare: Blu, per esempio, o Manu Invisible, che senza l’adrenalina del vietato, non può vivere…

Di questo parleremo nella prossima e ultima puntata, se non siete troppo stufi.

Nello studio degli Orticanoodles

 

 

 

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3 Responses to La nuova banda dell’Ortica armata di pennello
  1. Veramente una lettura vivace e appassionante.Non mi pare possibile che così vicino a casa mia ci siano tante opere stimolanti che io non conosco. Le avevo viste solo di passaggio ora voglio tornarci con calma e apprezzarle come si conviene.
    Grazie Silvana, ci doni sempre qualcosa di nuovo e prezioso
    Anche il titolo è fantastico
    Gabriella

  2. Articolo interessante e piacevole , scritto con la solita leggerezza, ma con tanta profondità di indagine. E’ un soggetto originale e poco conosciuto. Belle anche le foto che rendono appieno le caratteristiche di questa street art.

  3. Grazie Tom. Ho apprezzato molto l’idea della leggerezza che è proprio il mio obiettivo. Sei un fine lettore!


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