A forza di vedere chef e contro chef all’opera nei vari canali televisivi,ci siamo abituati a ragionare in termini culinari, anche quando si tratta di programmare un weekend o una gita fuori porta. Così, quando la mia amica Lori, lei stessa grande cuoca con un marito buongustaio, ci ha invitato a pranzo da “Frosio”(frosio@frosioristoranti.it, tel.035 541633), ad Almè, a metà strada tra Bergamo e Almenno San Salvatore, il primo pensiero è andato al piacevole pranzo che ci attendeva.

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Noti nella bergamasca ormai da generazioni, lo chef Paolo Frosio e la deliziosa moglie Gigliola ci hanno accolti come vecchi amici. Un bel giardino, avvolto dai colori dell’autunno, una sala dagli arredi antichi e moderni, ma soprattutto a conquistarci è stata la cucina dei Frosio, ricca di passione e inventiva. Dalle crocchette di baccalà, al tortino di tartufo, al risotto ai porcini, al raviolo di ricotta con uova e tartufo nero, a cui non abbiamo potuto rinunciare, alla crema di pesche con gelato di amaretto, tutto è stato graditissimo. Aiutati da un buon vino abbiamo chiacchierato e riso, finchè ci è capitato sotto gli occhi una brochure che consigliava di vedere la vicina rotonda romanica di San Tomè.

 

fotochiesaPerché no? A San Tomè siamo arrivati in pochi minuti di auto. In mezzo alla campagna, è apparsa la rotonda romanica di San Tomè, inattesa, affascinante, isolata e anche un po’ misteriosa, edificata intorno al 1100, forse su un precedente tempio romano. Accanto, ecco il Monastero femminile, a cui è legata la storia del tempio, passato attraverso incendi, fulmini e restauri. Pieno di suggestione l’interno con il matroneo dalle esili colonne, resti scoloriti di affreschi, capitelli tutti diversi tra loro, con aquile, intrecci e personaggi primordiali. Qualcuno si mette a suonare la campana. Curiosi, ci rivolgiamo al volontario, che fa parte dell’associazione “Amici del Romanico”(amici.romanico.almenno@gmail.com, segreteria@antennaeuropeadelromanico.it , info@iatvalleimagna.com). “Se vi è piaciuta questa”, dice,”andate a vedere San Giorgio, qui vicino”.

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Siamo tutti d’accordo. Le appassionate di carte posticipano l’ora della partita di Burraco a favore della cultura. Evviva! Altri cinque minuti ed eccoci di nuovo in un luogo sorprendente. Un sentiero fiancheggiato da un muretto a secco, porta a un’ altra chiesa romanica della bergamasca: San Giorgio, totalmente diversa dalla precedente, altrettanto suggestiva. A colpirci l’impianto basilicale rimasto intatto, ma, soprattutto gli affreschi alle pareti, dai colori ben conservati, databili tra il XII e il XV secolo. Ma cosa ci sta a fare quella specie di lungo osso bianco che pende dal soffitto?”E’ stato trovato”; spiega il volontario,”al momento della costruzione della chiesa”: E’ un osso di balena, a significare che qui milioni di secoli fa c’era il mare.

Non ancora sazi di cultura, ci dirigiamo verso il terzo gioiello: S.Nicola, l’ex convento degli Agostiniani, con la chiesa di San Nicola da Tolentino, che risale alla fine del Quattrocento. Dopo l’austerità delle prime due chiese, restiamo perplessi di fronte alle decorazioni barocche dell’interno, ma il tetto a capanno dalle originali formelle di cotto, è indubbiamente originale. Sensazionale l’organo dell’Antegnati(1588), che viene suonato in occasione di concerti.

 

Un’ultima sorpresa: la Madonna del Castello, tra San Giorgio e San Tomè, a picco sul Brembo. Magnifica la cripta del VII-VIII secolo, interessante la primitiva chiesa Plebana del IX secolo, belli gli affreschi, soprattutto l’Annunciazione. A chiudere il complesso, ll Santurario noto come Madonna di Castello, consacrato nel 1590.

La giornata era partita all’insegna degli chef, ma è terminata all’insegna delle bellezze segrete della bergamasca. Cosa ci si può aspettare di più? Ora tutti pronti per il Burraco!!!

3 Responses to Una domenica tra arte e alta cucina “a due passi da casa”
  1. Brava Silvy,piacevolissima la presentazione di una giornata iniziata con piatti buoni e,credo ,ben presentati e terminata tra Chiese e affreschi inaspettati che ci dimostrano che in Italia basta un pò di attenzione ed è possibile trovare tanti piccolo gioielli ache se poco conosciuti Grazie

  2. Brava Silvy,piacevolissima la presentazione di una giornata iniziata con piatti buoni e,credo ,ben presentati e terminata tra Chiese e affreschi inaspettati che ci dimostrano che in Italia basta un pò di attenzione ed è possibile trovare tanti piccolo gioielli ache se poco conosciuti Grazie

  3. Simpatico il connubio tra delizie da gustare e cultura
    In Italia non è necessario andare tanto lontano per trascorrere una giornata piacevole perchè abbiamo la fortuna di avere tanti ristorantini che sanno proporre buoni piatti della tradizione talvolta piacevolmente rivisitati,ma è facile anche andare alla scoperta di piccolo gioielli magari poco conosciuti ma,non per questo,di minor valore e bellezza


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