Se ce l’ho fatta io, potete riuscirci anche voi. Questa volta non si tratta di un piatto da grande chef ma della MTB assistita, cioè la mountain bike elettrica. Una vera salvezza per chi, come me, ama muoversi all’aria aperta.

Sorano dalla via cava San Rocco

 

Suite di Sant’Egle

Così quando ho scoperto su internet l’Agriturismo Sant’Egle-Bike-Eco Resort, immerso nella campagna maremmana, a pochi minuti dall’antichissimo paese di Sorano, costruito come le vicine gemme, Sovana e Pitigliano, su speroni di tufo, ho pensato che una vacanza da queste parti, tra natura, arte e qualche giro in sella, sarebbe stata ideale per due ciclisti non più giovanissimi. Ad accoglierci, i proprietari, Erika Mugnai, fiorentina doc, ex campionessa di moto rally e Alessandro, lombardo doc. I due giovani, una decina di anni fa, si sono innamorati di quest’angolo di Toscana, al punto di decidere di abbandonare la città e di aprire un agriturismo ecologico.

Sosta a Vitozza

Sant’Egle, un tempo dogana tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, ha tutto per rendere la vacanza piacevole: quattro ettari di terra intorno, con ulivi, alberi di frutti antichi, coltivazioni ecologiche, dal tartufo nero, alla spirulina, nota per le proprietà rinvigorenti, all’iperico per la tisana prima di dormire, fino al pollaio con le galline dalle uova d’oro.

Centro medievale di Sorano

Duomo di Sovana

Sovana-Palazzo Pretorio

Sorano-Raccaforte Orsini

Sovana-Santa Maria Maggiore

Sovana-lungo la strada per il Duomo

Nelle sette camere e suites, tra cui due stupende luxury tents, tutto rivela la ricerca del bello e dell’autentico, dagli arredi, ai particolari, come il bottiglione in vetro trasparente ora lampada in bagno o il forcone contadino su cui è infilata una tenda bianca, alle collane etniche ricordo dei viaggi di Erika, ai colori diversi per ogni stanza, tutto esprime il desiderio di Erika e di Alessandro di rendere unico il soggiorno a Sant’Egle. E la piscina? Bellissima, ecologica, azzurra, senza un centimetro di cemento, affacciata a perdita d’occhio sulla campagna maremmana. Con un particolare: sparse qua e là spiccano opere d’arte ideate da Erika e realizzate da Alessandro in materiale riciclato. Un esempio? La bombola del gas ormai inservibile, è oggi una campana tibetana, che suona al vento.

Sant’Egle suite

Per info: www.santegle.it

Pronti per salire in sella. Viva la MTB elettrica.

Eccole le due MTB elettriche, pronte per noi. Attimo di panico. Oddio come sono imponenti, chissà come sono pesanti, come farò? Monto in sella, comincio a pedalare sulla strada sterrata  e riescorapidamente a familiarizzare con il mezzo. Le ruote tengono benissimo, il cambio è elementare, tutto procede al meglio. Alessandro ci ha preparato un itinerario di mezza giornata, con gran finale al ristorante Fidalma a Sorano. Pedaliamo in mezzo ai campi, lungo i vigneti, fino ad arrivare a Vitozza, sito archeologico con grotte misteriose, un tempo abitazioni rupestri, di grande fascino. Da qui si scende verso la porta dei Merli a Sorano con risalita al ristorante Fidalma per un’ottima pasta fatta in casa al sugo di cinghiale.

 

MTB

 

Piscina Bio

Camera al Sant’Egle

Pappardelle al cinghiale

Osteria Macallè a San Giovanni delle Contee

Alga Spirulina

I prodotti biologici Sant’Egle

Erika Mugnai

Ad attenderci al rientro, la nostra ombrosa e silenziosa suite, affacciata sul patio con la vasca idromassaggio mimetizzata nel legno. Un paradiso. Da cui siamo pronti a ripartire nel pomeriggio….in macchina. Dopo un buon caffè biologico con zucchero di canna.

 

Sovana e il parco archeologico Città del tufo. Un’emozione.

Ideale è proseguire un paio di km oltre Sovana e visitare, prima del calar del sole, il parco archeologico Città del Tufo, immerso nell’ombra di un immenso bosco. Scoprire le tombe etrusche in solitudine, nascoste in una natura selvaggia, è un’emozione. Ecco la tomba imaginifica dei Demoni Alati, quella celebre di Ildebranda, e, più lontana, da non perdere, la tomba del Tifone, nascosta tra gli alberi. Indimenticabile la passeggiata lungo la via Cava Poggio Prisca, scavata nel tufo, illuminata dai raggi del sole. Le vie cave, costruite secoli fa e ancora oggi utilizzate, erano il mezzo per gli abitanti delle tre città costruite su speroni di tuffo, quindi inaccessibili, per raggiungere i campi di grano e comunicare tra loro.

Pitigliano-Hostaria del Ceccottino

Sovana è magica, soprattutto al tramonto. Da subito svela le sue antiche origini, come Sorano e Pitigliano, prima etrusca, poi romana, medievale, rinascimentale, feudo degli Aldobrandeschi e degli Orsini, fino a far parte del Granducato di Toscana. La piazzetta del Pretorio continua rivelarne i segreti. Come è accaduto nel 2004 durante il recupero della chiesetta di San Mamiliano, quando è emerso un tesoro nascosto di 498 monete d’oro dell’epoca di Costantino, oltre a statuette votive di epoche diverse, esposti oggi nel museo locale. La mia passione è la chiesetta di Santa Maria Maggiore del XII/XIII secolo. Da non perdere la romantica passeggiata in mezzo al verde, che porta al Duomo romanico, affacciato sulla campagna. La sua campana, detta ancora oggi La Sovana, si trova nel Duomo di Siena, da quando la città fu annessa a Siena nel 1410.

Di ritorno nella piazzetta del Pretorio, Mauro e Angela vi aspettano alla trattoria La Tavernetta per un menu maremmano. Il must è l’antipasto con gli ottimi crostini.

Opera d’arte al Sant’Egle

Sorano e Pitigliano

Ho avuto la fortuna di visitare Sorano con l’archeologo Fabio Rossi, che mi ha fatto scoprire la vita e la storia di questi posti. Prima di tutto l’imponente Fortezza degli Orsini, centro del potere della loro contea con l’omonimo palazzo di Pitigliano. Contrapposto, il Masso Leopoldino offre un panorama eccezionale sul paese e il paesaggio intorno. La vista migliore su Sorano la si gode dalla via cava di San Rocco, proprio di fronte, perfetta per un romantico picnic.

Pitigliano Palazzo Orsini

La splendida Pitigliano, uno dei borghi più belli d’Italia, arroccata sul tufo, meriterebbe da sola un articolo. Dal Palazzo Orsini, all’acquedotto mediceo, al Teatro Salvini, alle piazzette, ai vicoli, tutto merita attenzione. Tra i must, il ghetto ebraico, l’antico quartiere costruito dalla comunità ebraica, che visse qui a partire dal Cinquecento. In piazza San Gregorio VII, quasi un salotto cittadino, si affaccia  l’Hostaria del Ceccottino, un ristorante di grande qualità, conosciuto per l’ottimo boglione d’agnello e il coniglio in bianco.

San Giovanni delle Contee

Una scoperta inaspettata a pochi km da Sorano. San Giovanni è un borgo antico in cima a una collina, destinato a morire, come dicono qui, se non fosse stato per la passione dei pochi abitanti rimasti. L’anima della rinascita è Tiziana Peruzzi, intraprendente assessore al turismo di Sorano, che ha dato vita alla cooperativa di comunità e ottenuto una sovvenzione dalla regione toscana. Ha messo in piedi l’osteria Macallè, messo ai fornelli mamma e zie, ottime cuoche, e ora il locale è sempre pieno. Ottime le pappardelle, così come l’antipasto a base di crostini e il cinghiale in umido. Arrivarci è facilissima. Basta impostare il navigatore.

Bike Hotel Eco Organic Bike Resort Sant’Egle Maremma Toscana BikePoint Noleggio Tour GPS

 

Tags Santegle, Sorano, Pitigliano, Sovana, San Giovanni delle Contee, parco archeologico del tufo. solo

 

 

 

9 Responses to Sant’Egle pensaci tu a darmi la spinta
  1. Comment * Come sempre Silvana Rizzi sa invogliare a visitare un posto anche il lettore che non ci avrebbe mai pensato ,perchè con quel suo stile leggero e suadente ti interessa e convince . Così un paese sperso nella terra degli Etruschi può diventare la tua prossima meta .

  2. Comment *sempre bravissima, brillante e esaustiva.
    Un grande applauso
    Gabriella

  3. Comment *Sempre bello leggere i tuoi articoli. Questo sulla Maremma è veramente speciale. Spero di ritornare presto a visitare questi posti fantastici.
    Brava!

    Mariagrazia

  4. Comment *Conosco questi posti di una bellezza unica e preziosa, ma il tuo tour e i tuoi commenti (anche gastronomici), oltre alle foto, mi hanno fatto venire la voglia di ritornarci perché gli angoli e i sentieri offriranno certamente delle sorprese e dei posti a me sconosciuti. Quanto alla due ruote elettriche, si può sempre provare, in caso di stallo ripiegherò sulle quattro ruote. Grazie per la bellissima idea! Lula


[top]

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *