Un autobus pieno di cinquanta maniaci del verde alla scoperta di nuovi paesaggi, modernissimi o antichi poco importa, ma entusiasti dell’opportunità di confrontarsi con la natura anche in un giorno uggioso di Novembre grigio e piovoso.

Siamo noi di Verdisegni, associazione per la cultura del verde (www.verdisegni,org) e gli allievi della scuola Arte e Messaggio, indirizzo progettazione di giardini (www.artemessaggio.it)

A capo il nostro “Le Nôtre”, Mario Allodi, architetto e preside della scuola, storico dei giardini che con Le Nôtre , oltre alla professione, ha in comune, magrolino e con i capelli alle spalle, i tratti della statua del suo celebre collega a Parigi.

 

La prima tappa è Luino dove il moderno arriva a “cucire” la città al lago attraverso un dolce declivio erboso verso la sponda e una serie di manufatti che suggeriscono ora pergolati, ora passerelle sopraelevate con un canocchiale che incornicia la chiesa e, dall’altra parte, il lago. Eseguito in corten, acciaio dall’aspetto brunito, si inseriscono nel paesaggio come segni suggestivi. Segnali di sosta diventano nuove panchine ad aggetto sul lago, in balconi che testimoniano la volontà di comunicare con questo in una serie di affacci.

La città di Piero Chiara diventa meno Liberty e più moderna in cerca di un rilancio del turismo che dai primi del secolo scorso è andato scemando. La fede di noi visitatori viene premiata nel grigiore dal dorato fogliame delle piante di faggio e dalle aiuole di erbacee perenni che ben si accompagnano ai materiali usati in un insieme visivo di grande suggestione.

Proseguiamo il viaggio costeggiando il lago Maggiore e puntiamo oltre Locarno alla Val Maggia da cui si diparte la Val Bavona. Primitiva, rocciosa, impervia questa valle a forma di “U” è lunga dodici chilometrie larga appena cinquecento metri. La sussistenza qui è difficile. Con la deglaciazione la caduta di enormi macigni in spazi stretti ha formato un paesaggio particolare in cui il 70% del terreno non è produttivo.

 

 

In questa Valle lo sfruttamento del suolo è veramente miracoloso: i piccoli pascoli vengono ampliati con fazzoletti di terra seminata sulle spianate delle rocce mentre gli anfratti tra i macigni, debitamente ampliati e attrezzati, sono stati trasformati in spartane abitazioni, ricoveri per il bestiame, cantine, depositi per la legna e il fieno. Dieci sono i paesini che punteggiano la valle. Ricordiamo Foroglio le cui case con ampio loggiato sul frontespizio si stringono attorno alla chiesetta. Notevoli le sue pale di altare in legno dipinto del 1557. A causa della diversa capacità di escavazione del ghiacciaio, maggiore nelle valli principali rispetto alle confluenti, è questa una valle sospesa. Il gradino di confluenza dà origine alla “Froda” la spettacolare cascata che precipita fragorosamente a valle. In un altro sito, tre le case del XVI secolo di Rosèd vi sono una bella fontana con lavatoio annesso e, appena dietro, tre tipiche stalle unite in uno stabile solo ed oggi ancora in uso. A Sonlèrt per non sottrarre terreno prezioso al pascolo e alle colture le case sono state costruite tra i macigni di una frana preistorica, tutte in pietra esse formano un nucleo compatto e uniforme di grande valore paesaggistico da quale spicca la piazzetta erbosa con la fontana e una cappella. Il campanile porta la data del 1598 mentre la torba (un granaio su pilastri) situata appena più a nord risale alla fine del ‘400.

Alla fine della valle incontriamo il paese di San Carlo che con le sue costruzioni sparse, le case nuove e gli impianti idroelettrici ha un carattere diverso. Qui hanno inizio gli itinerari per il Piano delle Creste e per Robièl, raggiungibile in estate anche con la funivia. La casa Begnudini è un punto di informazione per i visitatori della Valle gestito dalla Fondazione Val Bavona.

Da assaggiare assolutamente:

Il “pepe” della Val Maggia viene prodotto utilizzando il frutto acerbo della pianta del pepe, appositamente sbollentato e seccato e successivamente sottoposto a lavorazione artigianale con l’aggiunta di vino bianco, spezie e brandy. Si può usare su tutti i cibi e dona loro una particolare fragranza. Per acquistarlo basta telefonare al “Punto Verde” di Bignasco (www.puntoverdebignasco.ch)al numero di telefono mobile: 0041792051209 per chi chiama dall’Italia.

Il formaggio di capra. Vicino a Luino una sosta gourmande all’azienda agricola “Li Carvi Bianchi” via Provinciale 75 – 21030 Mesenzana (Varese) – tel. 349 4180765, dove si trovano formaggi freschi e stagionati a base di latte di capra o misti con latte vaccino, tra cui: primo sale, taleggio, brie, ricotta, dai sapori decisi.

Foto dell’architetto e paesaggista Ileana Croci, Presidente di Verdisegni.

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