Il mio libro preferito di questi ultimi anni è “Momenti di  trascurabile felicità” di Francesco Piccolo.

Parlando di un libro non voglio sovrappormi agli “Spuntini letterari” della mia amica blogger Alessandra con le sue preziose ed attente recensioni, ma raccontarvi  solo del perché mi sono innamorata di questo piccolo e breve libro e  del perché mi piace ancora molto dopo sette anni dalla pubblicazione e dopo varie riletture.

L’avevo scoperto leggendo una recensione con la quale veniva  definito geniale ma anche “o ti piace immediatamente o lo lasci da parte”. Incuriosita, sono andata a comprarlo e leggendo la  quarta di copertina ne sono rimasta folgorata, ecco uno stralcio:

 

La lettura è stata immediata, con il sorriso sulle labbra e pagina dopo pagina (penso la prima volta di averlo letto in una serata) mi sono immedesimata in alcuni comportamenti e  pensieri e ne sono rimasta affascinata.

Già dal titolo  si intuisce la tematica e  l’incipit della quarta di copertina lo ribadisce. Ma secondo me l’originalità non è tanto il trattare il tema della felicità, perché oggi tutti vogliono  parlarne, siamo sommersi da chi vuole propinare consigli e istruzioni varie per vivere un po’ più leggeri, è piuttosto l’essere trascinati nel quotidiano, in momenti anche di debolezze o manie   in cui ti immedesimi e sorridi e pensi “Eh già, è  o è stato proprio così !”.

A me è successo con vari episodi, e in particolare con quello delle scarpe (citato anche nella quarta di copertina sopra);  mi ha dato lo spunto per scrivere un mio articolo sul Blog, immaginando  la stessa scena  ma al contrario , ovvero io ho il 34, la commessa mi dice abbiamo il 36 e per una volta io vorrei dire ” e mi dia il 36″!.

Ecco, penso che  spesso ci siano episodi personali e quotidiani che non riusciamo a cogliere nella loro pienezza ed allegria, ci sfuggono, come se fossero inafferrabili.  Piccolo invece li cattura e ce li racconta con la sua maestria e ironia, facendo aprire gli occhi  e vedere quel qualcosa che non prenderemmo minimamente in considerazione, solo perché non è esilarante o grandioso.

Morale, questo libro mi era piaciuto così tanto  che  ho cominciato a regalarlo ad amici, colleghi, fratelli, al  chirurgo  come ringraziamento dopo un intervento ben riuscito, al tecnico del gas che aveva  risolto una questione tecnica…insomma, penso di averne  comprate circa 30 copie,  tant’è che il mio libraio  (nel momento in cui ero infervorata nell’acquisto) appena mi vedeva entrare non mi faceva neanche parlare e mi diceva ” Piccolo ? quante copie ?”!.  Sorrido  ancora adesso mentre ci penso..

Si, perché un libro così  dovremmo averlo tutti sul comodino e ogni tanto riprenderlo in mano e rileggere alcune pagine, io l’ho fatto spesso e lo rifaccio ancora,  anche se lo conosco a memoria.

Ovviamente lo consiglio a tutti voi, con l’augurio che possiate coglierne l’originalità e apprezzarlo in tutta la sua bellezza.

 

 

 

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