Londra celebra, a quarantacinque anni dalla sua morte, il couturier spagnolo Cristobal Balenciaga  al Victoria & Albert Museum con la mostra Balenciaga: Shaping Fashion (fino al 18 febbraio 2018). Conosciuto come il Maestro dell’alta moda Balenciaga è uno dei couturier più innovativi e influenti dell’ultimo secolo. Proveniente da una famiglia povera nasce con il dono di una grande creatività. La mostra, che vede esposti oltre cento abiti e una ventina di cappelli, è divisa in tre sezioni.

La prima esamina il suo lavoro fra gli anni’50 e ’60, il periodo più creativo della sua carriera, quando veste le donne più famose di quell’epoca e venne venerato anche dai suoi contemporanei come Christian Dior e Coco Chanel che dichiarò: “ Solo Balenciaga è un vero couturier”. Nell’esibizione emerge l’eclettismo di Cristobal  che segue tutto il processo creativo, lavorando giorno e notte, dal disegno al taglio, dalla cucitura a mano alle finiture e agli accessori, studiando con cura pignola le proporzioni dei suoi modelli. “Un titano della moda”, lo definì Cecil Beaton. Preferisce la sobrietà e la geometria dei tagli impeccabili e predilige le stoffe rigide e preziose. Il gusto per l’innovazione lo porta a sperimentare nuovi tessuti come il gazar.

 

 

Ma soprattutto Balenciaga rivoluziona la silhouette femminile. Cancella il punto vita, elimina il corsetto, amplia le spalle. Ed ecco: la tunica, la linea a sacco, il baby doll, la gonna a palloncino, i colli effetto cigno. E reinventa le maniche, ne creò di tutti i tipi:  a raglan, a kimono, a sbuffo,  a pipistrello. Non dimentica mail la sua origine spagnola e fa apprezzare elementi caratteristici del suo paese come la gonna alzata davanti e a coda sul dietro, ispirata a quella delle ballerine di flamenco, il pizzo, il bolerino da torero e il contrasto fra rosso e nero. Anche nei colori è influenzato dalla grande pittura spagnola, quella di Velazquez e di Goja.

 

 

La sua moda è amata da star come Ava Gardner e da icone di stile e di mondanità come Gloria Guinness, da miliardarie come Mona von Bismark, la duchessa di Windsor e la regina Fabiola del Belgio. A differenza degli altri couturier che cambiano linea ogni sei mesi, lui ammette solo piccole, impercettibili, essenziali variazioni. Nel ’60 diventa il sarto ufficiale della Casa Reale spagnola.

La seconda parte esplora l’impatto e l’eredità della sua moda su gli altri stilisti per oltre cinquant’anni. Come il suo protetto André Courrèges, Hubert de Givenchy, Oscar de la Renta e Emanuel Ungaro. L’ultima sezione analizza i designer contemporane che si inseriscono nella sua visione come Azzedine Alaia, Erdem, Nicolas Ghesquiere per finire con Demna Gvasalia attuale direttore creativo di Balenciaga.

Nel 1968 con l’avvento del pret-a-porter decide di ritirarsi, a lui non sono mai interessati i danari, ma solo la moda. E che moda.

 

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