Dove Ettore Sottsass è protagonista.

Ammetto e non so se vergognarmi o meno, ma fino a un paio di settimane fa questa sigla mi era assolutamente ignota. Un invito dei nostri amici parmigiani Alberto e Anna Bertora, corredato dalla foto dell’abbazia di Valserena, prometteva una visita di grande interesse allo CSAC. Scopro così che CSAC significa Centro Studi e Archivio della Comunicazione Università degli Studi di Parma, con una sede museo in un luogo straordinario, l’abbazia cistercense di Valserena, fondata nel 1298, conosciuta come “la Certosa di Parma”, quella del celeberrimo romanzo di Stendhal. Per me, francesista, le avventure di Fabrizio del Dongo e della mitica zia Pietranera, sullo sfondo della Certosa, fanno parte integrante del mio passato universitario!

Interno della chiesa cistercense sede della mostra Ettore

Oggi, lo CSAC, fondato nel lontano 1968 dallo storico dell’arte Arturo Carlo Quintavalle, raccoglie e conserva migliaia di opere originali riguardanti la comunicazione visiva, la ricerca artistica e progettuale italiana dall’inizio dell’Ottocento a oggi, a disposizione di studiosi, docenti e studenti per attività di ricerca e didattica. Un patrimonio d’inestimabile interesse per tutti, addetti ai lavori e profani, tanto da essere alla base del nuovo museo, che parte dalla corte delle sculture, davanti al complesso monastico, per proseguire all’interno, nella sala delle Colonne, in quella Ipogea e nella grande Chiesa Cistercense.

Manifesto per la mostra di ceramiche “Menhir Ziggurat Stupas”

Alberto e Anna Bertora

 

“Ettore Sottsass. Oltre il design” nella chiesa di Valserena fino al 23 settembre. Da non perdere per i fan dell’architetto.

 

 

Nella suggestiva cornice gotica dell’abbazia, tra colonne in mattone rosato e archi a sesto acuto, mi trovo immersa in una mostra straordinaria, quasi un’autobiografia, centrata su uno dei miei miti, Ettore Sottsass, in occasione del centenario della sua nascita. A renderla attuabile e, soprattutto unica, sono i 14.00 pezzi, tra piccoli fogli, tempere, disegni di progetti, dipinti, sculture, ceramiche e appunti, che l’anticonformista architetto-design ha lasciato allo CSAC nel 1978.

Ceramiche

E’ un viaggio attraverso la vita creativa dell’ inquieto e geniale architetto, viaggiatore e fotografo instancabile, che dall’India e dallo Yemen ha tratto spunti straordinari per il suo lavoro. Dai disegni giovanili, al proclama del 1967, scritto di suo pugno, in cui i valori dell’epoca vengono messi alla berlina, ai documenti testimoni del suo modo di progettare case e oggetti di arredo, alla collaborazione con Olivetti, con le vetrerie di Murano, con l’industria, da Bitossi Ceramiche a Poltronova, tutto ci immerge nell’epoca e nel mondo di Sottsass.

Con il nostro ospite Alberto Bertora

 

 

Da Valserena alla Fondazione Magnani Rocca. Tra profumati prosciutti ed eccezionali capolavori artistici.

Fondazione Magnani Rocca

Il passo è breve. Una decina di minuti in auto, ed eccoci alla splendida Villa dei Capolavori di Mamiano di Traversetolo, sede della Fondazione Magnani Rocca, immersa in uno parco tenuto alla perfezione, creata nel 1977 da Luigi Magnani, grande intellettuale, musicologo e scrittore, e aperta al pubblico nel 1990.

Fondazione Magnani Rocca-Bistrot della Villa

Prima di secondo tuffo culturale, i nostri magnifici ospiti, Alberto e Anna Bertora, hanno previsto un pranzo al Bistrot della Villa con immancabili prodotti locali firmati Fattorie Canossa: culatello, profumati prosciutti, salame di Zibello e grana invecchiato 24 mesi, il massimo come aperitivo. Il clou del pranzo sarà il maialino in crosta, un trionfo culinario.

D’altra parte, per chi viene da fuori, la cucina parmigiana resta sempre un mito, anche se qualcuno dice che ormai l’unico vero ristorante in città per mangiare bene, a caro prezzo, resta sempre il Cocchi. Nel 2018, anno del cibo italiano, Parma ha messo a punto un calendario gastronomico con eventi straordinari, soprattutto a settembre, riuniti sotto il nome di City of Gastronomy Taste (www.cityofgastronomyfestival.it)

L’ arte alla Magnani Rocca

Ripercorro con grande piacere le sale della Fondazione, che, già conoscevo, per riscoprire gli eccezionali capolavori esposti, da Gentile da Fabriano a Filippo Lippi, da Carpaccio a Rubens, da Van Dick a Goya, da De Chirico a De Pisis, fino a Tiziano e a Rembrandt.

Opera di Vittore Carpaccio

Sala-del-van-dyck-magnani-rocca

 

Chi arriva qui entro il 30 giugno, trova ancora aperta la mostra Pasini e L’Oriente, dedicata ad Alberto Pasini, pittore orientalista, nato nella vicina Busseto, trasferitosi poi a Parigi, da dove è partito per una lunga missione diplomatica in Persia, testimoniata da suoi dipinti.

La curiosità ci spingerebbe a visitare il vicino castello rinascimentale di Torrechiara, sulle colline intorno, celebre per la Camera d’ooro, capolavoro dell’amor cortese, ma la giornata parmense volge al termine.Forse l’anno prossimo…

Chi vuole però visitare i castelli del Ducato di Parma e Piacenza con il calendario di visite guidate dai castellani, trova tutto sul sito castelliducato.it.

Culatello, zibello e parmigiano

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