IMG_3837Quando entravo nel bagno della casa di vacanza in montagna ero inondata dal profumo che mettevano mio padre e mio zio, tanto che ogni volta aprivo la boccetta e dicevo sempre la stessa cosa “è fantastico, il miglior profumo !”.

Entrambi usavano la stessa indimenticabile fragranza, Jules di Christian Dior, una boccetta cicciotta di vetro marrone scuro, così scuro che non vedevo il liquido, ma così intenso  che mi entrava nelle narici e  in testa, e così maschile allo stesso tempo che una volta diventata donna ho cercato di regalarlo al fidanzato di turno…

Passati alcuni anni, con mia sorpresa ho scoperto che non veniva più prodotto, finchè un giorno  mio fratello lo trova e lo compra in una profumeria, non quelle profumerie di catena, ma uno di quei  pochi  negozi superstiti che tengono in magazzino vecchi profumi, non più commerciali.

La boccetta troneggiava in un armadio, a casa nostra, posizionata su una mensola in alto, aspettando di essere aperta, come se fosse una ricorrenza, un momento indimenticabile….ho ancora presente come se fosse adesso quando ho svitato e ho aperto il tappo, anni dopo quella famosa vacanza. Ricordavo un aroma diverso, ma l’atto di annusare mi dava in ogni caso un gran senso di calore, restava nella mia memoria quell’aria familiare che avevo tanto amato.

Altri profumi  si sono poi susseguiti, legati a persone care, L’Air du Temps che metteva mia madre o un Chanel maschile che metteva mia nonna, a farlo apposta una garibaldina di 101 anni che sceglieva profumi  da uomo perché diceva che li sentiva meglio di quelli fioriti femminili.

Nina-Ricci-Lair-du-temps

L’Air du Temps, Nina Ricci

Venendo a me, col tempo ho maturato sempre più gusti precisi, imparando a cambiare profumi, o meglio ad usarne diversi contemporaneamente,  a secondo dell’umore o della stagione.  Mi piace guardarli la mattina o la sera e prenderne al volo uno e metterlo, spruzzandolo due volte anche nell’aria per creare la nuvola ed entrarci, dicendo a me stessa “che meraviglia”.

Del resto l’esperienza sensoriale è magia, è un piacere che ci accompagna in singoli momenti, ma anche per tutta la vita!

E voi, qual è la vostra esperienza  con i profumi? Sarei felice di sentire i vostri racconti!

2 Responses to Jules
  1. Ciao Nicoletta. Che piacevole lettura!
    Io ricordo di più i profumi della cucina di mia nonna. Passavo intere giornate a casa dei miei nonni materni. Per me, terzo di tre figli maschi, quella casa era il rifugio. Comunque dicevo che il mio ricordo sensoriale era più legato al cibo. Mia nonna cucinava con una devozione tale, da farti sentire un ospite d onore. Scusa la divagazione.
    Io ho scoperto il profumo già grandicello. Il primo profumo che ho veramente apprezzato, di cui mi piaceva portane le tracce, è stato Fahrenheit sempre di C Dior. Ne conservo ancora una boccetta anche se non lo uso più da anni. Sono passato ad una colonia di Comme des Garcons, la cui scia odorosa è apprezzatissima da colleghe, amiche e nipoti. Un giorno scendendo le scale per uscire di casa, precedevo di alcune rampe mia nipote con sua madre. Sento mia nipote che dice alla madre ” che profumo di buono, è appena passato lo zio”.
    L estate scorsa mi sono appassionato a Terre di Hermess. È stato un fuoco di paglia. Un profumo che non ha mantenuto la promessa iniziale. Non lascia traccia. Non vedo l’ora di finirlo. E si, perché per me si cambia profumo solo quando se ne finisce uno.
    Il prossimo sarà di sicuro uno Chanel! L ho usato per pochi gg in un recente viaggetto a Barcellona. Avevamo a disposizione solo dei campioncini (causa solo bagaglio a mano) ma è bastato per far innamorare le mie narici.
    Ciao, Gian


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