Il centrotavola torna di moda. All’ultimo Homi, il salone degli stili di vita che si è tenuto a gennaio alla Fiera di Milano, un larghissimo spazio è stato dedicato all’eleganza della tavola. Non solo all’apparecchiatura, con bellissimi piatti e bicchieri e posate, ma soprattutto alla decorazione. E, come appendice, a Palazzo Reale si poteva gustare Conviviando, una piccola ed elegantissima mostra sull’Arte della tavola attraverso i secoli, dove, ispirate dalle scenografie di film famosi, erano state allestite dieci mise-en-place che puntavano soprattutto sul centrotavola. Dall’opulenza del Barocco (film“Vatel” di Roland Joffé), alla fantasia del Rococò (“Maria Antonietta”di Sofia Coppola), alla più rigida eleganza dell’Ottocento (“Il Gattopardo”di Luchino Visconti), fino ad arrivare all’Art Déco (“Il grande Gatsby”di Buz Luhrmann), all’Eclettismo (“A single man”di Tom Ford) e al razionale Moderno (“Io sono l’amore” di Luca Guadagnino).

(Per inciso, non mancate di ammirare quello allestito per il banchetto offerto a Milano dal conte Francesco Melzi d’Eril, il 26 maggio 1805, per l’incoronazione di Napoleone Re d’Italia: un centrotavola lungo 13 metri e composto da 242 pezzi, tra tempietti, colonne, obelischi, piramidi, statue e vasi in marmo bianco e rosso, opera (leggo sulla targa) del famoso mosaicista romano Giacomo Raffaelli. Occupa un’intera sala del Palazzo Reale di Milano).

 

Dunque, il centrotavola torna di moda. Ma non si tratta (e ora sto parlando di me) dei due soliti candelieri con coroncina di fiori e cascata di biscotti dell’Ikea a forma di grandi cuori appesi a nastrini rossi, né si limita ai salini di ceramica a forma di Marylin Monroe o di gatti, pappagalli, grappoli d’uva, casette porta lumini e via dicendo. Qui, come centrotavola s’intende una costruzione vera e propria, un’invenzione, una creazione che può anche diventare “argomento di conversazione”, come usava nei banchetti reali. A questo punto,  frastornata da tanta opulenza sono andata a consultare il mio amico Walter, che, della mise-en-place, è un autentico artista. Andare a cena da lui è un gusto per gli occhi oltre che per il palato. I suoi, più che centritavola sono delle autentiche scenografie teatrali.

File di cesti argentati colmi di frutti, veri e falsi, mescolati per ravvivarne i colori; cortei di personaggi che popolano i presepi napoletani, venditori di pane, pizzaioli, pescivendoli e musicanti che si snodano lungo un viale degno della reggia di Caserta; divinità indiane, pupazzetti messicani, fischietti pugliesi di terracotta a forma di marinai, carabinieri in alta uniforme e generali borbonici a cavallo. Tutti oggetti che ha raccolto per anni, nei suoi viaggi in giro per il mondo (ne ha due armadi pieni). Ma non basta. Perché, a ogni pranzo o cena bisogna rinnovarsi, inventare, giocare e, soprattutto, indirizzare la fantasia verso settori non ancora sfruttati.

Quando parte per le sue ricerche, Walter non ha limiti: esplora i negozi di giocattoli, nuovi e antichi, di giostre, di carillon e palle di neve, oppure i mercati possibilmente di bric-à-brac o, addirittrura, le pasticcerie alla caccia di ornamenti di zucchero e di marshmallow. Ed ecco che, davanti agli occhi dei commensali, si snodano processioni di Supereroi, di Minion e di Supercattivissimi, di piccoli dinosauri, di pesci, di elefanti e di altri animali che Walter dipinge poi in vari colori con vernici fosforescenti. Per non parlare del trenino che, trasportando nanetti e bonbon, percorre una lunga rotaia affiancata da piccoli abeti di zucchero e mucchi di neve-meringa.

Certo, lui è facilitato da un tavolo da pranzo che sembra una portaerei, ma, in fin dei conti, un corteo può essere più corto o trasformarsi addirittura in un girotondo (se il vostro tavolo è circolare). Se poi volete raggiungere la perfezione, potete addirittura seguire un Corso di Centrotavola e Vasi, tenuto il 18-22 maggio dal un maestro degli ornamenti floreali (web@ercolemaroni.com).

Io, intanto, vi propongo alcune delle cose che ho trovato all’Homi (www.lamart.it) e in giro per negozi, giocattoli di plastica, old toys, ceramiche siciliane e frutta di marzapane (www.zagara-milano.com)

È una sfida. Sono curiosa: mi mandate le foto del vostro centrotavola?

 

 

 

 

2 Responses to Il Teatro è servito
  1. ma che bellissimo argomento e come sempre mi hai divertito e incuriosito.. alla prima occasione… non imminente.. mi cimentato!!

  2. ma che bellissimo argomento e come sempre mi hai divertito e incuriosito.. alla prima occasione… non imminente.. mi cimentero’!!


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