Fin dai tempi antichi l’acqua è un elemento importante nella formazione di un giardino. Una grande vasca al centro per quello egiziano, ripartita in quattro ruscelli in quello arabo. E poi in tempi più recenti anche fontane dai giochi d’acqua straordinari come quelli di Versailles o gli scherzi “bagnati” del ninfeo barocco che impegnavano dame e cavalieri in saltelli e evitamenti. Nel giardino moderno l’acqua è diventata piscina pratica e funzionale per lo sport e il divertimento. Dalle forme squadrate con l’acqua cerulea per i fondali azzurri si è passati a quelle più sinuose che si inseriscono meglio nel terreno, per arrivare alle ultimissime biopiscine dove le piante la fanno da padrone con la fitodepurazione. Naturalmente ognuna di esse sarà adatta alla costruzione e alle dimensioni del terreno. Se vicino alla casa , dovrà andare d’accordo per stile e materiali in un tutto semplice e riposante quasi la piscina fosse lo specchio d’acqua dove l’architettura trova il suo riflesso narcisistico. Le forme ellittiche , in cerchio, sinuose, a design libero sono ideali per i luoghi a pendio dove trovano posto in una balza del terreno. Qui i materiali si confondono con quelli della natura circostante, il colore dell’acqua meno vivido, con un fondo neutro che accoglie solo il riflesso del cielo.Se volete ricavare il massimo da uno spazio piccolo introducete l’elemento acqua: anche una piccola vasca rifletterà la luce e renderà più interessante il tutto. La forma delle piante e degli arbusti mossi dal vento crea sulla superficie disegni in movimento sempre diversi. Si può ottenere un effetto ancora più suggestivo se c’è un salto, una piccola cascata o un ruscello; insomma l’acqua in movimento appaga anche l’udito non solo la vista. In generale quindi si può dire che negli ultimi anni il nuovo epicureismo si appresta a invadere i nostri giardini e l’acqua vi svolge un ruolo sempre maggiore.

Ormai non sarà più solo la piascina come piacere, ma una bolla di benessere fuori dalla routine quotidiana: esclusivamente dedicata alla stimolazione dei sensi. Quando si parla di nuove funzioni si mettono in conto nuovi comportamenti: la coppia ha la preminenza sui bambini. Un uso e una visione della piscina quasi inesplorato che permettono di ripensare i codici di questo mercato. Le dimensioni si riducono, emergono delle localizzazioni inattese e le funzioni si evolvono, per arrivare addirittura a sparire per far nascere una nuova generazione di piscine puramente estetiche. La piscina per due è l’espressione di una nuova arte di vivere la propria piscina, senza sensi di colpa…Non sarà necessariamente grande come le altre e quindi potrà essere sistemata in un luogo insolito e riparato dalla vista. Insomma la piscina per due è un modo nuovo per affrontare un tema già ampiamente sfruttato e scegliere meglio, a seconda delle nostre esigenze e dei nostri gusti.

Molto in ascesa anche la biopiscina

I suoi pregi? Per un prezzo paragonabile a quello di una piscina tradizionale si può avere un bacino totalmente biologico, senza dover usare il cloro, perfettamente integrato nel vostro giardino. L’incontro dell’armonia e del design, perché biologico non sta per vecchiume, anzi queste piscine possono essere equipaggiate con tutti i gadget, dal nuoto controcorrente allo stramazzo dell’acqua oltre i bordi. Si nuota in acqua pulita senza additivi chimici grazie alla combinazione con le piante acquatiche e depuratrici che vivono presso i bordi. Bastano 15 cm di profondità per avere piante marginali, come la Calla palustris, l’Iris, l’Hemerocallis, a forma di trombetta dai colori accesi, l’Osta lancifoglia dalle foglie e dal portamento appariscente con mazzi di fiori lilla. Sulla superficie ninfee e gigli acquatici. Se lo spazio è poco accontentatevi di uno stagno. Meglio se di forma irregolare con i bordi degradanti verso l’acqua, le cui sponde saranno formate da uno strato di ciottoli. Inserire un giardino paludoso vi aiuterà a creare una splendida atmosfera naturale e attirerà un maggior numero di piccoli animali. Per ottenere un’atmosfera romantica si possono progettare piccoli “salti” o cascatelle tra le rocce con delle felci che crescono nelle spaccature.

VIVAIO ETABETA / dove nascono le acquatiche

Enza e Gianni iniziano l’attività nel 1989 dopo un avventuroso viaggio nel cuore della Malaysia. Per un intero mese vanno alla ricerca di ambienti acquatici e palustri, fotografando una natura rigogliosa e lussureggiante. Un giorno raggiungono un piccolo villaggio di pescatori alle spalle del quale, in una radura tra la foresta, si intravvede un lago pieno di ninfee e fiori di loto. Una fucilata al cuore una emozione tale da togliere il fiato dicono ora i vivaisti. Restano alcuni giorni e scoprono come la pianta del loto entra prepotentemente nella vita del villaggio. Di esso tutto viene consumato. I semi sono arrostit, i rizomi sostituiscono le nostre patate e le giovani foglie, quando sono ancora avvolte su sestesse, servono a fare delle eccellenti minestre. Pare che niente valga una buona zuppa di foglie di loto per passare una notte pacifica e spesso ai loro bambini un po’ agitati, prima di andare a letto viene dato un seme con effetto sorprendente.

Dalla essudazione dei gambi rotti fuoriesce una linfa bianca che ossidandosi all’aria da origine a filamenti sottilissimi che intrecciati fra loro producono fibre con le quali le donne del villaggio realizzano tessuti.

Capiscono in quel momento quale sarebbe stato il loro futuro. Al ritorno inzia una raccolta quasi spasmodica di piante provenienti da tutti i continenti. Centinaia sono le specie e le varietà di piante acquatiche coltivate in vivaio e nelle nostre marcite naturali. In questi ultimi ambienti le piante sono lasciate crescere in modo spontaneo; solo cosi è possibile osservare il loro sviluppo reale, capire se sopportano i nostri rigidi climi invernali, comprendere se possono diventare troppo invadenti per le altre piante e quindi consigliare il metodo migliore per la loro coltivazione. Il giardino privato, di 30.000 metri quadrati è stato aperto alle visite ed è possibile scoprire quanto la natura si è sbizzarrita con l’acqua manifestando tutto il suo estro.

Consigli

Le ninfee possono essere piantate in vaso o in piena terra. I vasi devono avere una dimensione proporzionata al vigore della pianta; si devono usare cestelli, specifici per le ninfee con pareti forate per permettere alle radici più piccole di continuare a crescere al difuori del vaso, i vasi vanno appoggiati sul fondo del laghetto.

Le piante palustri hanno foglie e fiori che si sviluppano liberi nell’aria, ma le radici crescono nell’acqua: esse popolano quella zona che unisce la terra all’acqua. Nella scelta del numero vale la regola di evitare una mescolanza eccessiva di specie diverse. Meglio un numero ristretto di varietà con numerosi esemplari per ogni gruppo.

Le piante ossigenanti presenti in una certa quantità assicurano un acqua limpida. Il loro numero deve essere proporzionato alla quantità d’acqua presente nel laghetto.

Le piante galleggianti fluttuano liberamente sul pelo dell’acqua. Producono masse di radici che crescono sott’acqua ed assorbono i sali minerali sciolti in essa. Evitano l’inquinqmento organico e l’intorbimento dell’acqua.

Il fior di loto si pianta da inizio marzo a fine maggio. Essendo molto esuberante conviene coltivare questa pianta in un mastello di 60 – 70 centrimetri di diametro calato all’interno dello stagno.

Foto di Dario Fusaro

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