Negli ultimi anni l’interesse nei confronti del Giappone e della sua cultura è letteralmente esploso, abbracciando tanto i prodotti quanto gli usi, i costumi e i dettagli. Non ultimi, i suoi strepitosi prodotti gastronomici

Il turismo indirizzato alla scoperta della cultura giapponese registra dati vertiginosi e ne sta particolarmente beneficiando il sakè,  una bevanda alcolica che vanta una lunghissima tradizione e si ottiene attraverso un antico processo di fermentazione del riso. Oggi in Italia opera Sake Company, il primo importatore specializzato di sakè di qualità, supportato dalla Sake Sommelier Association Italiana (SSA) che si occupa della divulgazione della sua cultura. Dietro il progetto ci sono Lorenzo Ferraboschi che, tornato dopo molti anni trascorsi in Giappone sua moglie Maiko Takashima, ed essersi avvicinato alla cultura, alla tradizione  agli usi del popolo del Sol Levante, ha capito che dopo la passione per il sushi e i ramen, sarebbe arrivato in Italia anche il momento del sakè. Diventato educator per l’Italia della Sake Sommelier Association di Londra e tornato nuovo in Giappone dove ha lavorato nelle “sakagura” (i luoghi dove viene prodotto il sake, paragonabili alle nostre cantine) e produce il sake con le sue mani, ha fondato Sale Company, con un catalogo di oltre100 referenze di sakè di altissima qualità, per lo più a produzione artigianale, che seguono processi manuali e lavorazioni legate alla stagionalità ed alla raccolta del riso. La scelta è vastissima: dai classici alle etichette riserva, dagli spumantizzati e gli invecchiati agli affinati in legno di cedro e il famoso sakè torbido… Un’infinita ricchezza di note, profumi, gusti, con varie modalità di degustazione: fredda, a temperatura ambiente o calda per una perfetta esaltazione degli aromi. Per la prima volta in Italia, l’11 Novembre è stata organizzata anche la Milano Sake Challenge (www.milanosakechallenge.it) un appuntamento dove sono stati premiati i migliori sakè valutati da sommelier formati dalla Sake Sommelier Association Italiana, l’unica specializzata nella formazione di sakè sommelier fuori dal Giappone e punto di riferimento in Europa. Sakeya infine è la prima vera House of Sake italiana, un ristorante di riferimento per gourmet, curiosi ed appassionati di Giappone, un progetto che segue il trend delle principali capitali del lifestyle come New York e Londra, dove da tempo esistono e hanno grande successo luoghi dedicati al consumo e alla diffusione del sakè. Accanto alla cantina di sakè più grande d’Europa, la cucina è dello chef Masaki Inoguchiì e uno staff giapponese e italiano di altissimo livello rendono Sakeya un luogo speciale. 

www.sakecompany.com 

Sakeya, via Cesare da Sesto 1- Milano

Dolci del Sol Levante 

Dopo aver conquistato Roma, la pasticceria giapponese di Hiromi Cake sbarca a Milano e apre alle porte del quartiere del design. Un anno di grande successo che ha dimostrato che dopo Londra, Parigi e Berlino, anche gli italiani sono piacevolmente conquistati dal gusto, dalla leggerezza e dalla bellezza di questi piccoli gioielli dolci. L’approccio segue la tradizione, la maggior parte delle materie prime viene inizialmente lavorata con le mani, limitando il più possibile l’intervento delle macchine, per trasmettere quel calore umano unico. Caratteristico anche lo scarso uso di zuccheri e grassi per un prodotto che stupisce per la leggerezza e la tanto apprezzata consistenza soffice. Il progetto propone esattamente ciò che si trova in Giappone in una pasticceria tipica: oltre ai tradizionali Wagashi e ai Mochi, dolci a forma di sfera a base di riso con cinque diversi ripieni, tutti senza glutine, e i Dorayaki, simili a pancake proposti in nove versioni, le vetrine offrono anche i più innovativi Yougashi, le ricette occidentali rivisitate in stile giapponese. Questi ultimi hanno iniziato a comparire in Giappone nei primi anni del Novecento e sono ormai diventati patrimonio della gastronomia nipponica.Le vetrine sono colorate e popolate anche da tiramisù al tè verde, yuzu tarte, mousse al cioccolato con zenzero e nocciole, cheesecake al mango e altri dolci in stile occidentale. Gli ingredienti caratteristici sono la farina di riso, i fagioli azuki, le patate dolci, il sesamo, la soia, ma ciò che è importante sottolineare è come Wagashi e Yougashi siano accomunati dalla maniacale attenzione per il dettaglio come fossero piccole opere d’arte e dall’approccio healthy. Tutto questo è opera di Machiko Okazaki, in Italia da 15 anni, che dopo aver brillantemente avviato due ristoranti a Roma, nel 2018 ha deciso di aprire la prima pasticceria del Sol Levante in Italia insieme a Mitsuko Takei ed altre tre pastry chef giapponesi. Oggi è anche a Milano, continuando a coltivare il suo sogno di far conoscere la pasticceria giapponese al mondo, grazie anche a Lorenzo Ferraboschi e Maiko Takashima, esperti sviluppatori di format del mondo giapponese, che hanno voluto immediatamente sposare il suo progetto. Hiromi Cake è aperto tutti i giorni dalla prima colazione, con la caffetteria e i suoi tipici cornetti al tè matcha, al pranzo con il caratteristico bento, alla merenda con piccole creazioni che accompagnano la tradizionale cerimonia del tè, per chiudere poi alle 22, con torte e monoporzioni da gustare comodamente dopocena anche a casa.

Hiromi Cake, viale Coni Zugna, 52, Milano

hiromicake.it / Facebook: hiromicakemilano / Instagram: @hiromicakemilano

I nuovi piatti di sushi da condividere, avvolti nell’elegante Furoshiki 

Imparare il Furoshiki, l’arte giapponese di avvolgere gli oggetti nel tessuto, potrebbe essere il trend dei regali del Natale 2019. L’idea è di Sushi Daily che ha coinvolto l’Associazione culturale “Il Furoshiki” per mostrare, attraverso le abili mani degli insegnanti giapponesi, come con poche e semplici mosse anche un piatto di sushi può diventare una bella sorpresa natalizia, in alternativa ai prodotti più tradizionali e propone regali eleganti con nuovi piatti di sushi avvolti nei preziosi coloratissimi teli. Il sushi è diventato parte integrante delle abitudini alimentari europee. È ormai uno dei cibi stranieri più consumati e amati. In particolare, durante le feste natalizie, il sushi si può trasformare in un regalo da condividere con la famiglia e gli amici, oltre ad essere un’occasione per conoscere le tradizioni giapponesi attraverso l’arte del Furoshiki. “Confezionare un regalo in questo tradizionale tessuto – spiega Michiko Mori dell’associazione culturale Il Furoshiki – riflette la sensibilità di noi giapponesi che consideriamo il dono come una dimostrazione di amore e di cura oltre che di rispetto verso chi lo riceve”. Il Furoshiki è un’antica arte giapponese risalente al periodo Nara, circa 1300 anni fa. In principio veniva utilizzato per trasportare vestiti, beni di valore, regali o le tradizionali scatole “bento box” giapponesi. Tradizionalmente si tratta di un tessuto molto colorato, ricco di ricami e ornato con diverse fantasie e motivi. I teli possono essere scelti liberamente anche tra gli scampoli che si hanno in casa. Sushi Daily si è affermato come innovatore con l’idea di portare i chioschi all’interno dei supermercati, dove ogni giorno si preparano prodotti di grande qualità con materie prime sempre freschissime, propone delle esclusive composizioni di sushi natalizie da condividere con amici e familiari. Cinque i diversi formati, un assortimento di piatti di pesce crudo sistemati meticolosamente su grandi vassoi rotondi di diversa dimensione, in modo che tutti possano gustare il loro pezzo preferito e condividere il piacere del sushi: da un sashimi al salmone a un maki California, fino all’apprezzatissima categoria crunch (croccante), una novità lanciata proprio da Sushi Daily sul mercato europeo. Grazie al contributo dell’Associazione culturale “Il Furoshiki” si può imparare la tecnica per confezionare i piatti di sushi, utilizzando il tipico taglio di stoffa della cultura giapponese, che renderà il pacchetto regalo pratico ma soprattutto stepitosamente elegante. Per chi desidera il Furoshiki originale giapponese, può contattare l’Associazione Il Furoshiki sulla pagina Facebook

https://www.facebook.com/ILFuroshiki/ per avere suggerimenti e consigli.

Sushidaily.it 

Washoku ovvero l’armonia del cibo
La parola giapponese washoku indica il cibo e la cultura dell’alimentazione giapponese, compresi gli aspetti sociali e spirituali che riguardano l’arte del servire, la concezione del rispetto, della convivialità, dell’accoglienza e le regole legate all’etichetta e allo stile di vita. Oltre all’infinita varietà di ingredienti freschi, di tecniche di cucina e di metodi di cottura, il washoku comprende anche l’organizzazione, la cura della presentazione e del valore del cibo. Questo libro è un’occasione unica per conoscere da vicino e comprendere la cucina saporita, sana, elegante che ha conquistato l’Occidente, guidati dall’autorevole e stimato chef Hirohiko Shoda, noto anche al grande pubblico per un programma tv, che ci introduce con grazia tutta orientale al mondo della cucina giapponese per apprezzarne i principi di base come le sfumature. La filosofia e le tecniche sono seguite da tante ricette: non solo sushi, ramen, tofu, ormai fin troppo noti, ma anche dashi, wagyu, wagashi non avranno più segreti. Un’occasione unica per conoscere da vicino questa deliziosa cucina che ha ormai conquistato l’Occidente.
Washoku, di Hirohiko Shoda | Giunti Editore | 320 p | 29 euro

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