Entro in un negozio di scarpe e chiedo quel paio esposto in vetrina, precisando il colore, il modello, il pellame, il tacco e da ultimo quando la commessa mi chiede “quale numero?”, vorrei rispondere “il 37 !” , il cosiddetto numero perfetto delle donne, quello per intenderci che si sceglie come campione per le collezioni. E invece rispondo “il 34”…, aggiungendo velocemente “ma può andar bene anche il 35 se calzano poco, diversamente mettiamo una soletta, oppure facciamo prima e optiamo per il modello con il cinturino, così mi strozza il piede !”.

nicoletta_scarpe-1aEbbene si, il mio benedetto numero di scarpe è il 34, una volta un bel piedino di Cenerentola, ora una faticaccia per trovarle.Non vi dico la reazione della commesse, potrei scrivere in merito un libro intero, mi riferisco in particolare ai negozi patinati del centro città, nei quali la commessa così raffinata e gentile nel momento in cui capisce che non venderà perché non ha nulla che può adattarsi, esclama “No, no, sa signora, i nostri numeri partono dal 36 e arrivano al 41/42, questa è la richiesta oggigiorno..”, e non si dispiace neanche un po’ nel vedere la mia solita faccia delusa. Anzi, ti guarda con un misto di commiserazione, della serie poverina. In realtà, negli ultimi anni, nei department store dove tutto è esposto in bella vista, ho trovato delle meravigliose scarpe sulle cui scatole brillava  un bollino giallo con il numero  “34”/”35”, mi ci sono buttata a capofitto!

Eh si, questi numeri sono ben evidenziati perché effettivamente sono rari e per me l’acquisto di un paio di scarpe è una specie di caccia al tesoro, o meglio, lo era fino ad alcuni anni fa, ora sono diventata un’esperta, so quali modelli possono comunque andarmi bene, facendo attenzione ad alcuni importanti dettagli.

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Devo dire che se improvvisamente i produttori ricominciassero a fabbricarle come una volta, anche se impossibile perché non c’è sufficiente richiesta..ma in ogni caso fantasticando, sarebbe un dramma per le mie tasche, perché io adoro le scarpe  e mi vendicherei acquistando a go go per recuperare gli anni di ricerca. Si, ci sono i negozi specializzati per numeri particolari femminili  (dal 31 al 34 e dal 40 al 43), ma i modelli non sono sempre così trendy e i prezzi sono piuttosto alti. E poi c’è un fatto da precisare, quando si trova il benedetto 34 o il famigerato 35 che calza poco, se non  ti piace sembra quasi un sacrilegio non acquistarlo, perché la considerazione è sempre la stessa “Signora, deve accontentarsi, non si trovano tutti i giorni”, e certo che lo so, non c’è bisogno di ribadirlo!

Dovete sapere che i miei nonni paterni avevano un bellissimo negozio di scarpe che dominava la piazza centrale del paese dove vivo, e lì, bambina, adolescente e ragazza mi sentivo una reginetta nel provare e scegliere le scarpe, di cui molte regalate. Problema di numeri non ce n’erano, mia nonna aveva anche lei il 34 e la zia il 33, così le collezioni (che allora comunque prevedevano numeri piccoli) erano sempre ben rifornite di tali numeri anche per soddisfare la richiesta familiare. Infine, essendo la prima nipote femmina, quasi ogni venerdì mio nonno, quando rientrava dagli acquisti da Vigevano, mi regalava un paio di ballerine, o un infradito o i sandali o gli zoccoli, insomma era sempre una festa ed ero invidiata da tutte le amiche !

nicoletta_scarpe-3aVa beh, per la legge del contrappasso era giusto che dopo così tanto si alternassero anni di ricerca e di adattamento. In ogni caso non mi posso lamentare, nonostante la “fatica”, il mio amore per le scarpe si è mantenuto intatto e la mia scarpiera è ben fornita.

Un grazie a tutte le mie amiche che mi hanno sopportata durante gli shopping mentre mi lamentavo se non trovavo ciò che desideravo in quel momento o facevo il verso alla reazione delle commesse!

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