STORIA DI UNA CENA D’ESTATE PER 20 INVITATI.

Se aveste un’amica che ha scritto un libro e, per di più, glielo hanno pubblicato, non l’aiutereste a preparare una bella cena con tanti invitati per festeggiare la festeggiata? Soprattutto se la festeggiata è una blogger del vostro gruppo? Così è cominciata l’IMPRESA. Giuliana (blog La magia delle piante) ha pubblicato un bellissimo libro sui giardini e sulle ville più esclusive di Forte dei Marmi e dintorni (se ne parla anche in Facebook) e siccome anche lei fa parte degli amanti versiliesi aveva deciso di organizzare nella sua casa del Cinquale, che dal Forte è lontana pochi chilometri di lungomare, una cena per gli amici e per chi l’aveva aiutata nei contatti.

Questo è il PROLOGO.

SVOLGIMENTO: rendendosi conto che una cena estiva per una ventina di persone, in giardino e placés, cioè seduti attorno a una tavola apparecchiata (…“e se poi magari piove e quindi bisogna prevedere un fuori-dentro veloce?”) non era proprio una bazzecola, Giuliana aveva cominciato a lanciare fibrillanti esseoesse, e a chi se non alle sue compagne di blog? A quelle, almeno, che nel mese di agosto erano ancora a Milano o stanziavano nei pressi della Versilia. Avreste voi opposto un diniego?
Soprattutto in quanto co-blogger?
Così siamo accorse in un discreto numero: io (come “esperta” di festeggiamenti), Maria Carla, Raffaella e Alessandra, partecipi a tempo pieno alla compilazione del menu e sindacalmente al lavoro dal giorno prima. Silvana ed Emma come esterne addette ai dolci. Maurizio e Simonetta, rispettivamente marito e sorella della festeggiata, erano stati cooptati senza limiti di orario in quanto familiari stretti. In più, come extra, Raffaella, Alessandra e io eravamo incaricate della cronistoria fotografica dell’evento. Giuliana era osservatrice. Un lavoro da rivolta dei Ciompi (controllarne la veridicità sulla
Treccani o Google).
Calcolato in una ventina il numero degli invitati (che erano già stati avvisati, ma tanto è noto che in quelle cene estive in giardino non si sa mai fino all’ultimo secondo chi viene e chi no e chi si aggiunge) c’era da studiare il menu. Cosa non facile. Provate a immaginare: ognuna di noi, ovviamente, proponeva quello che sapeva fare meglio e lo sponsorizzava con grande entusiasmo. Poi c’erano le folgorazioni del momento, le invenzioni, gli adattamenti. Eventuali dubbi come, ad esempio, “ma non ci sarà troppa roba?”, venivano subito accantonati con una sventolata di mano.
Dopo discussioni, annotazioni, elenchi e quant’altro, ci accorda finalmente su un macro menu: 3 torte salate (vedi ricetta) – 2 salse, al salmone e ai lupini di mare (ricetta) per un numero imprecisato di crostini – 1 salame Felino intero – una quantità di spiedini di more e mozzarelline – 1 fettona di grana – un piatto gigantesco di pinzimonio con relative creme – 2 insalate supervestite (ricette) – 2 primi, orecchiette al pesto con fagiolini e patate e riso nero con gamberetti, zucchine e pomodorini – 2 secondi, vitello tonnato e carpaccio – 2 dolci, all’ananas e al cioccolato.

Quattro «ciompi» e il tiranno. Destinazione Coop.
Da sinistra, Alessandra, Giuliana (il tiranno), Mariacarla, Maurizio, Franca.

IL GIORNO ANTECEDENTE L’EVENTO, spedizione al supermercato. Un borsone per ognuna, un carrello per tutte. Quattro blogger più Maurizio sulla macchina di Maria Carla. Giuliana ci aspettava a casa.Sparse tra banchi e corridoi, ognuna a cercare l’occorrente per i suoi piatti, sembravamo delle sperdute nella foresta.”Ah, eccoti, dove eri finita? Hai trovato le more? Dov’è andato a finire il carello, ché sono piena di sacchetti?” Finalmente usciamo, non senza aver fatto un po’ di pubblicità al libro con le cassiere, che, tra l’altro, sembravano informatissime sulla bellezza delle ville della zona. Saliamo in macchina tutte contente, Maria Carla innesta la retro, ma un dispettoso cordolo del parcheggio si aggrappa al suo paraurti con uno scricchiolio minaccioso. Pazienza. Ci siamo divertite lo stesso.

«porc… qui ci vuole l’intervento del mitico Papini grandissimo meccanico del Forte»

LA MATTINA DEL GIORNO FATIDICO, dopo aver portato la macchina di Maria Carla dal meccanico, inizia il vero lavoro. Sotto gli occhi stupefatti di Sonia, la collaboratrice domestica brasiliana arrivata per darci una mano, quattro frenetiche, tagliano, mescolano, infornano.
La cucina è piccola e occupata in pianta stabile da Raffaella e Alessandra. La povera Maria Carla è costretta a frullare la salsa per il vitello tonnato in soggiorno. E poi fingono di litigare per i piatti da portata più grandi (che, vista la quantità di cibo, non sono abbastanza). Il problema è risolto usando anche quelli ricordo attaccati alle pareti. Sonia si diverte moltissimo. Per scaramanzia, vengono apparecchiati tre tavoli, due all’esterno, sotto il porticato, e uno all’interno, perché il meteo prevede pioggia. Poi, vista l’ora, tutte a vestirsi eleganti.

PER FARLA BREVE: la cena è stata un successo, il meteo aveva esagerato come al solito, gli ospiti, aumentati di un paio di persone, hanno gradito molto i piatti delle blogger, ma per consumarli tutti avrebbero dovuto essere almeno una trentina.
Quindi, il giorno dopo, Raffaella e Alessandra, che tornavano a Milano, avevano preparato un bel cesto con parte degli avanzi. Le abbiamo salutate con affetto. Soltanto dopo mezz’ora ci siamo accorti che il cesto giaceva, dimenticato, sul prato. E così noi, i rimasti, ci siamo nutriti per due giorni di salame felino, riso nero e pinzimonio. Però le ricette sono buone. Provatele.

TORTA SALATA AL SALMONE DI MARIA CARLA. La pasta: 200 gr. di farina, 50 gr. di burro, 150 gr. di ricotta e sale. Il ripieno: tagliate per il lungo a fette sottili 400 gr. di zucchine e fatele insaporire in 25 gr. di burro. Foderate con la pasta una teglia imburrata, stendetevi il salmone a fette e poi le zucchine. Sbattete 2 uova intere, incorporatevi 200 gr. di panna liquida, salate e versate sulle zucchine. Infornate a 180° per mezz’ora circa. C’è anche la versione agli spinaci o ad altre verdure, come la trevisana, ecc. Si fanno saltare le verdure in una padella con un po’ di burro e si stendono sulla pasta. A parte si mescolano 150 gr. di ricotta, 100 gr. di parmigiano grattuggiato, 2 uova sbattute, sale e noce moscata e si versa il tutto sulle verdure.

SALSA AI LUPINI DI MARE DI SIMONETTA. I lupini di mare sono una qualità di vongole più piccole e con il mollusco senza corna. La quantità dipende da voi. Sciacquate ben i lupini, metteteli in una pentola e lasciate che si aprano al calore. Sgusciateli e lasciateli da parte con la loro acqua (che avrete prima filtrato). In una padella fate leggermente soffriggere in olio uno spicchio di aglio, aggiungete i lupini, la loro acqua, un po’ di peperoncino e pomodori pelati. Lasciate restringere il sugo e infine spolverate con abbondante prezzemolo tritato. Aggiustate di sale.

LE INSALATE DI RAFFAELLA. La prima: lattughino, zucchine piccole e tagliate fini, pomodorini secchi sott’olio, noci, scaglie di grana. La seconda: misticanza, melone a dadini, sedano, pezzetti di gorgonzola dolce, cocco tagliato a scaglie, semi di chia e di papavero, uva senza semi. Condite entrambe con olio e sale, aggiungendo, se gradito, un po’ di aceto all’ultimo momento.

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