In un periodo così particolare e dove siamo costretti a stare a casa, una cosa bella c’è…il contatto prolungato con i miei gatti! Me li sta facendo scoprire e sono contento di non perdermi degli attimi che solo se si è gattari si possono capire.

La giornata comincia con Otto che salta sul letto per chiedere cibo e si trasforma nella mia ombra, mi segue dappertutto: camera, bagno, cucina e salotto. Ha i suoi riti da seguire e se non sono vicino a lui miagola per attirare la mia attenzione. Il primo rito è una buona colazione di cibo umido, poi si colloca vicino al lavandino quando mi lavo, si posiziona su una sedia (sempre quella) in cucina mentre preparo la colazione, mi è di fianco quando mangio e bevo il caffè o in alternativa mi richiama per farlo uscire sul balcone; poi arriva il momento alla scrivania, si posiziona tra me e la tastiera del computer, si gira due tre volte e poi si sdraia sul braccio sinistro con la testa in prossimità del polso e mi guarda per avere una dose di coccole aggiuntiva. Resta con me un bel po’ e poi si tuffa sul divano e lì dorme per tante ore.

 

Arturo ed Otto

Durante il giorno si sveglia per qualche “sgranocchino”, per giocare e farsi qualche giretto in casa. Durante la giornata ci attiviamo per il “momento gioco”, in pochi minuti il pavimento di casa si trasforma: corde, palline, topolini di stoffa, laser…tutto quello che serve a farlo divertire e giocare, con una buona dose di allenamenti per farlo sgranchire. Dovete sapere che i veri padroni di casa sono i gatti e il loro totem troneggia in sala, è alto più di due metri e loro salgono e scendono con scatti velocissimi.

Arturo “impasta”

Arturo ha un approccio completamente diverso, la mattina lascia che il fratello vada in avanscoperta per la richiesta di cibo, lui si accoda. Si posiziona come una sfinge finchè la ciotola è piena di cibo, solo allora si avvicina. Non un miagolio, nessuno scatto …tutto con molta calma. Se il cibo è di suo gradimento pulisce la ciotola, nel caso non sia il suo preferito (tonno e gamberetti) lo assaggia, lo fissa, lo riassaggia e poi saluta e se ne va. Generalmente si sposta anche lui in sala e in zona prossimale scrivania e approfitta dei momenti di assenza del fratello per prendere il suo posto davanti al monitor e farsi fare le coccole. Anche in questo rito sono diversi, lui non si posiziona sopra al mio braccio ma si stende sopra alla tastiera, lanciando un chiaro messaggio “non stai salvando il mondo, ora ci sono io, coccolami”. Diversamente dal fratello lui è più attratto dalle corde e dai topolini di stoffa, rispetto alle palline e ha un comportamento simile a quello canino. Se gli lancio le cose, corre come un pazzo a riprenderle e me le riporta per farmele nuovamente tirare. La sera si accomoda sul divano e dopo la classica impastata sulla mia pancia o sulle gambe, si arrotola a posizione girella e comincia il concerto di fusa.

Arturo e le coccole infinite

Che meraviglia! Quando sentivo dire che gli animali hanno un potere terapeutico non ci volevo credere ma vi assicuro che è proprio così! Consiglio a tutti un animale, forse il gatto è più restio alle coccole, sicuramente enigmatico ma cambia la vita, la migliora! In un periodo drammatico come quello che stiamo vivendo rende pieacevole lo scorrere del tempo!

Occhi di gatto… i suoi!

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