Il Carnevale è passato, anche quello di Sant’Ambrogio che dura più degli altri. Io ero lontana, così ho saltato il turno. Però non vedo perché un ottimo dolce come questo non si possa gustare anche durante la Quaresima. Così ve lo racconto lo stesso.

Mi sono sempre chiesta perché i tipici dolci di carnevale, a parte altri nomi come frappe, crostoli o cenci, si chiamino soprattutto chiacchiere. E nella terra dei miei genitori, cioè a Parma, siano dette, in particolare, Chiacchiere di Suora. Il che potrebbe essere un complimento, poiché si parla di qualcosa di dolce e di buono. Ma siccome il Carnevale è una festa laica durante la quale si prendono benevolmente in giro personaggi e ruoli, l’altro nome dato a questi dolcetti fatti a forma di nodo ingarbugliato è Bugie. Il che, per le badesse, non mi sembra un gran complimento.

Comunque la si pensi, le Chiacchiere di Suora sono buonissime e golose. Ho trovato la ricetta nel solito quaderno gastronomico di famiglia, E, in più, ho trovato anche un foglietto dove le dosi sono affiancate da un’osservazione scritta in un angolo non so da chi (sospetto che sia stato mio figlio che anni fa, tredicenne, si era cimentato nell’impresa): “Pensaci due volte prima di cominciare”. Credo che si riferisse più che altro alla cottura, il che mi sembra esagerato, perchè, usando come frittura lo strutto rovente, ogni chiacchiera cuoce e brunisce in un secondo.

Bugie o verità, ecco la ricetta delle Chiacchiere di Suora parmigiane, che differiscono da tutte le altre perché non sono di sfoglia, ma molto più compatte e croccanti.

Per un bel piatto di chiacchiere: 500 gr. di farina, 100 gr. di zucchero, 50 gr. di burro, 4 uova intere, ½ guscio di Marsala, un pizzico di sale, buccia di mezzo limone grattuggiata, un busta di vaniglina.

Tirate la pasta alta circa 2 millimetri, tagliatela in strisce di circa 8 cm. di larghezza e tagliatele (col coltello o la rotellina, dipende dai gusti) a rombi lunghi  8-9 cm. al centro dei quali inciderete due tagli.

Guardate la foto.  Adesso infilate un angolo del rombo in uno dei tagli (non importa quale) e scuotete un po’ la chiacchiera che si trasformerà in un bel nodo largo e ondulato.


Friggete le chiacchiere in strutto rovente (attenti perché cuociono subito, non fatele brunire troppo) e mettetele su un foglio di carta assorbente. Lasciatele raffreddare e cospargetele di zucchero a velo.

Osservazione. Lo strutto è meglio dell’olio, perché, cuocendole in tre secondi, lascia le chiacchiere coccanti, asciutte e non unte.

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