Quando è nata mia figlia… avevo chiesto a tutti di non regalarmi abitini e oggetti vari di colore rosa.. colore che non amo e che trovo di poco carattere. In realtà mi sono ritrovata, ovviamente , ad avere moltissimi body, vestitini, cappellini ed oggetti di ogni genere in COLORE ROSA!!
Girando in seguito per negozi , ho realizzato che tutto era di colore ROSA per le bimbe e tutto era di colore AZZURRO per i bimbi. A quel punto la domanda è sorta spontanea, ma perché questa differenziazione e soprattutto da dove deriva?
Fino agli inizi del ‘900 i bimbi venivano vestiti di colore bianco, sia che fossero femmine sia che fossero maschi, proprio perché il bianco è il colore della purezza e l’unica cosa che poteva distinguere il sesso dei bimbi era la posizione dei bottoni.
Ho provato a documentarmi per avere qualche spiegazione, per trovare qualche significato e capire da dove derivi questa netta distinzione.
In un’edizione del 1918 di Earnshaw’s Infants’ Department (rivista NewYorkese rivolta al mondo dei bambini) si legge:
  La regola generalmente accettata è rosa per i maschi e blu per le femmine. La ragione sta nel fatto che il rosa, essendo un colore più deciso e forte, risulta più adatto al maschio, mentre il blu, che è più delicato e grazioso, risulta migliore per le femmine.

In realtà se ci soffermiamo bene a pensare anche nell’arte, per  Leonardo, ad esempio  il colore azzurro era il colore del velo della madonna quindi puro e adatto alle femmine, pensate alla Vergine delle Rocce (1483 circa) ora al Louvre,

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mentre il rosa colore molto vicino al rosso, era simbolo di forza e virilità, legato agli eroi e alla guerra, quindi assolutamente colore maschile un esempio che posso riportarvi è Giotto nel ” Giudizio Universale” presente nella cappella degli Scrovegni a Padova che riporta un Gesù giudice vestito con un mantello rosso.

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Pensate effettivamente al colore rosa del vestito indossato da Jay Gatsby ne Il Grande Gatsby del 1925. Il colore in questo caso era considerato simbolo di passione e mascolinità.
L’attuale assegnazione dei colori così come la conosciamo, non ha visto la luce prima degli anni 40 , con i colori usati in maniera alternata ed intercambiabile fino alla seconda guerra mondiale. In realtà, non si sa come mai sia avvenuta l’inversione dei colori: ad un certo punto si preferì la combinazione bimbe/rosa e bimbi/azzurro così come la conosciamo.

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Già  i popoli africani pare avessero dato un colore al sesso del nascituro, legato anche alla simbologia. Il simbolo del maschio è una triangolo con la punta verso l’alto, punta che guarda il cielo e quindi il colore azzurro, mentre il simbolo femminile è un triangolo con la punta verso il basso, verso la terra, terra rossa (rosa) africana.. ed ecco il colore rosa per le bimbe.

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Assegnazione dei colori che si è consolidata rosa-femmina e azzurro-maschio dagli anni 50 in poi. Il rosa divenne onnipresente non solo nell’abbigliamento ma anche nei beni di consumo. La bambola Barbie fu introdotta nel mercato proprio negli anni cinquanta e la stessa era vestita ed accessoriata solo ed esclusivamente di colore rosa.
Negli anni 60′ – 70′ a seguito della rivoluzione femminista gli abiti divennero unisex, i colori venivano indossati indifferentemente da maschi e femmine, le femminine non vestivano più di rosa, ma usavano senza pregiudizi colori scuri, jeans blu e tutto quanto non le  identificasse  come donna o sesso debole.
Nonostante tutte queste inversioni di tendenza  siamo arrivati ai giorni nostri… anche se sono passati anni, sembra che il nuovo millennio ci vede ancora coinvolti in questa differenziazione maschio –  femmina, azzurro  – rosa…  quindi la conclusione potrebbe essere la consapevolezza che il sesso forte è quello femminile??

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