Siamo andate come al solito a Orticolario la manifestazione florovivaistica che si tiene ai primi di ottobre nel parco di Villa Erba a Cernobbio sul lago di Como. Quest’anno il fiore protagonista è stato l’anemone nella sua versione autunnale. Infatti questa erbacea perenne cresce tutto l’anno nelle varie specie e la più interessante è la versione autunnale: un lungo stelo a cui fa capo un fiorellino bianco o rosa con evidenti stami gialli. Questa varietà che fiorisce in autunno è giapponese e ben si adatta al giardino spontaneo adesso di moda anche da noi. Dal carattere informale ed elegante gli anemoni arricchiscono il giardino di fine estate quando molte piante da fiore stanno scomparendo. Dal nome, derivante dal greco anemos amano danzare alle prime brezze autunnali. Conosciuto fin dai tempi antichissimi e citato da Teofrasto e da Plinio il Vecchio è protagonista di leggende greche e cristiane che ne raccontano la nascita e le simbologie, come la fortuna, l’amore incorruttibile, l’ingresso in una nuova fase della vita. In relazione al periodo di fioritura le specie si dividono generalmente in tre gruppi: ci sono quelle a fioritura autunnale di cui abbiamo già parlato, anemoni  giapponesi con fiori semplici bianchi o rosa. Altri anemoni sono a fioritura invernale o primaverile come l’anemone appennina perenne spontanea nell’Europa meridionale cresce nei prati e nei boschi e ha fiori di tre cm circa bianchi o azzurri. Infine ci sono varietà di anemoni a fioritura primaverile e estiva come l’anemone coronaria che proviene dall’area mediterranea e dall’Asia minore e presentano colorazioni più accese. L’anemone è una pianta che si adatta molto bene ai vari tipi di terreno preferendo in particolare la varietà giapponese l’alcalino. Si può coltivare in giardino o in vaso sul terrazzo. L’esposizione ideale è a mezz’ombra e la temperatura invernale, anche se rigida, non rappresenta un problema. Entusiasmante l’uso fatto nel padiglione centrale di Orticolario dove anemoni sbocciano alla base di betulle nelle aiuole create per ricordare un sottobosco con betulle e convallaria. L’allestimento degli anemoni e la distesa nella nostra foto di apertura sono del vivaio Priola di Treviso specializzato in erbacee perenni che si possono ordinare anche su un ricco catalogo. In mezzo al trionfo delle erbacee di quasi tutti gli espositori ci sono saltare all’occhio le belle piante fiorite dagli sgargianti colori di rose Barni che abbiamo fermato in una foto con uno splendido bouquet. Dobbiamo ricordare infatti che le rose non sono solo il vanto dei giardini di maggio ma le rifiorenti colorano anche l’autunno.   ROSE Altro tema interessante della manifestazione sono i giardini di progettisti che si misurano con la  natura usando tutti i sensi. A noi è piaciuto particolarmente il giardino zen intitolato “Vedere con le orecchie, ascoltare con gli occhi” uno spazio che invita alla meditazione  a cui si accede attraversando un arco di rami intrecciati. Una passerella di legno circondato da un boschetto di Acer palmatum e Ocphiopogon japonicus “Gyoku Ryu” conduce a un pentagono fatto di Tatami evocativo dei cinque sensi. Lungo il percorso lanterne giapponesi e “Sanzo Seki” la pietra principale del giardino. L’idea della purificazione viene suggerita da un grande braciere rotondo e da una snella fontana che rappresentano l’acqua e il fuoco. Interessanti anche i giardini interiori fatti da passaggi in stanze concatenate in cui risiedono i giardini segreti della nostra anima. Si passa così dal giardino razionale di buxus sepervirens a quello domestico con rosmarinum officinalis e olea europea al giardino naturale di poaceae. Da segnalare anche il giardino intitolato “Pioggia” regno di felci e muschi emana odore d’acqua, terra e foglie.  Un cerchio ruggine con tre pietre è iscritto in un parallelepipedo formato da travi di corten che dovrebbero ricordare le pellicole cinematografiche in omaggio a Luchino Visconti di cui Villa Erba era il rifugio delle vacanze. Giovanile e allegro nella sua semplicità il “Nastro arancio. Al di qua e al di là” progettato da Lorenza Figari fa intuire in controluce le silhouettes di infiorescenze di fiori, foglie, tronchi e il movimento dei visitatori stessi. I cespugli fioriti si vestono di viola colore dell’intuito e della percezione e giocano con le ombre degli anemoni e degli astri.

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