Amore questo è il messaggio da inviare a San Valentino la festa degli innamorati. Tenero, appassionato, duraturo, puro, carnale tutte le sfumature di questo sentimento universale si possono declinare con un mazzo di fiori appropriato.

Intanto, perché San Valentino? Pare che il povero Santo martire non c’entri per nulla tranne che per la data del suo martirio, il 14 febbraio, data in cui ebbe la ventura di celebrare un matrimonio diremmo adesso misto tra una cristiana e un pagano: lei era in punto di morte, lui la seguì nella tomba e il Santo fu decapitato per ordine di Aureliano nel 273 d.C.. Ma solo nel IV secolo fu festeggiato per supplire alla festa pagana del 15 di febbraio dedicata ai Lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati alla fertilità prevedevano festeggiamenti sfrenati in contrasto con la morale cristiana. Quindi per ricongiungere le due ricorrenze papa Gelasio I nel 496 d.C spostò la festa di un giorno e San Valentino divenne il patrono degli innamorati di tutto il mondo.

 

Ma ritorniamo al dono più bello i fiori che a San Valentino non possono mancare! Belle e opulente le rose rosse sono il fiore più sfruttato e conosciuto.

Dai lunghi steli superbi ai mazzi più moderni e contenuti di “Au nom de la rose” che di questo fiore ha fatto la sua insegna. Dalla Francia viene questa catena italiana di negozi tutti all’altezza di preparare bouquet straordinari. Ma se volessimo qualcosa di diverso? Basta interrogarsi sui simboli che i fiori esprimono.

La camelia, molto in auge nel secolo scorso, l’Italia ne era diventata la maggiore produttrice a causa della celebre opera “La Traviata” in cui la protagonista ama soprattutto questo fiore. A seconda delle varietà la camelia esprime un sentimento diverso. Quella a fiore bianco doppio vuol dire “il mio pensiero è per te”. Quella a fiore rosso semplice parla di amore e speranza.

Altro emblema dell’amore è il garofano: in genere simboleggia fedeltà, amore vivissimo, eleganza. Ogni suo colore allude invece a un sentimento amoroso: il rosso vivo all’amore impetuoso, lo screziato dice “fidati di me”, il rosa simboleggia “l’amore reciproco”, il giallo lo “sdegno”, il bianco la “fedeltà”. Il verde infine è l’emblema degli omosessuali.

Meno appariscenti le viole, tanto amate da Napoleone che ne fece il suo emblema. Infatti quando Joséphine Beauharnais lo incontrò per la prima volta, gli donò il mazzolino di viole mammole che adornavano il suo vestito. I bonapartisti ne fecero il loro fiore contrapponendolo ai gigli dei Borbone. Il significato in amore della viola a mazzetti vuol dire “sei la più bella”, mentre quella del pensiero “penso sempre a te e tu pensa a me”.

Anche il non ti scordar di me ha alle spalle una leggenda di amore che ne giustifica il nome: l’amato cade in un ruscello stringendo in mano un mazzolino di questi fiori che getta in un ultimo gesto all’amata per non farsi scordare. L’ex re d’Inghilterra Edoardo VIII quando riuscì nel 1937 a coronare il suo sogno d’amore sposando Wallis Simpson volle che nel giorno delle nozze decine di mazzi di non ti scordar di me decorassero la loro casa e che l’abito della sposa avesse quella particolare tonalità di celeste lievemente illuminato di rosa che mostrano i petali del fiore sacri all’amore.

 

One Response to A San Valentino
…ditelo con i fiori!
  1. Ho letto l’articolo tutto d’un fiato!
    Inutile dire che amo i fiori e la descrizione di Giuliana e Carla è semplicemente perfetta?


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