Doppio omaggio al grande couturier Yves Saint Laurent. Con l’apertura di due musei dedicati al suo straordinario lavoro. Il Musée Yves Saint Laurent Paris nel famoso palazzo di Avenue Marceau nel quale dal ’1974 al 2002 ( quando si ritirò dalla moda e vendette la sua Maison a Francois Pinault) ha creato la sua moda raffinata per più di trent’anni e, oggi,  sede della Fondazione Bergé-Yves Saint Laurent.

 

E il Musée Yves Saint Laurent Marrakech, in Marocco, in rue Yves Saint Laurent ad un passo dai giardini Majorelle, i giardini che Saint Laurent e Bergé hanno salvato nel 1980, tuttora sede di uno spazio museale dedicato alla cultura berbera che conta 700 mila visitatori all’anno.

 

 

Entrambi i musei, inaugurati nel mese di ottobre, sono un tributo al mondo del grande couturier e alle città e alle culture che lo hanno ispirato e che ospiteranno a rotazione diverse mostre dedicate alla moda dello stilista.

Yves Saint Laurent nasce a Orano in Algeria francese e a 18 anni si trasferisce a Parigi. Diventa assistente di Christian Dior ( per due anni) e nel ’57 alla morte di Dior è il direttore artistico della omonima maison. Nel ’60 apre, con l’aiuto di Pierre Bergé, compagno, socio e stratega, la sua casa di moda. Nel’ 60 e nel ’70 diventa una firma di prestigio creando uno stile unico, simbolo per decenni di una eleganza raffinata e, al tempo stesso, moderna e innovativa. Sua è stata l’intuizione di trasferire alcuni capi del guardaroba maschile in quello femminile: il blazer, la sahariana, lo smoking, il trench, il giubbotto di pelle, il tailleur pantalone. Abiti androgini ma assolutamente femminili. Sua la passione per l’arte. Sue le commistioni etniche con le quali ha arricchito le sue collezioni: dall’Africa, dalla Spagna, dal Marocco, dalla Russia.

Il museo parigino, il primo al mondo a risiedere in una Maison di couture, raccoglie cinquemila abiti preziosi su manichini e trentamila bijoux. Le stanze sono tappezzate di disegni, di stoffe e di video. La visita al museo parigino è un viaggio attraverso epoche e luoghi diversi. “Quando Saint Laurent ha scoperto Marrakech nel 1966 fu così ammaliato dal luogo che ha deciso di comperare una casa e tornarci spesso. Per quindici giorni due volte l’anno Saint Laurent si ritirava a Marrakech a disegnare le nuove collezioni”, racconta Pierre Bergé nel documentario presentato in una sala di proiezione al museo. Dal 1980 viveva nella villa ai Jardin Majorelle con le pareti blu cobalto.

Il museo, un palazzo ocra realizzato da Karl Fournier e Oliver Marty, è stato concepito come un centro culturale di oltre 4mila metri quadrati e comprende uno spazio espositivo permanente, una galleria di esposizioni temporanee, una biblioteca e un auditorium.

 

https://museeyslparis.com

https://www.museeyslmarrakech.com

 

 

 

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